01/06/2016

Gender e “parità di genere” vs. famiglia: l’ONU e l’Ungheria

La lotta alla discriminazione contro le donne, sappiamo bene, è uno dei cavalli di troia per la propaganda dell’ideologia gender.

E infatti il Gruppo di Lavoro delle Nazioni Unite “per la parità di genere” ha chiesto al governo ungherese di non promuovere i valori della famiglia “conservatrice”, perché essi – secondo gli “esperti” –  comportano la discriminazione di genere.

Secondo l’organismo dell’ONU, per realizzare l’autonomia delle donne ungheresi, in politica o nel settore economico, bisogna decostruire gli stereotipi discriminatori e la retorica sessista contro le donne e contro le persone appartenenti a minoranze LGBTI (infatti, non si parla più di sesso, ma di genere: i generi sono tanti, mica è solo una questione tra uomini e donne!...)

Secondo gli “esperti”, il governo ungherese deve promuovere l’educazione dei bambini alla parità di genere finanziando le ONG che si occupano di “diritti umani” (intesi come diritti alle più svariate perversioni, non certo come diritto alla vita..).

L’Ungheria, dicono gli esperti ONU, si colloca al posto numero 44 nell’Indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite, calcolato in 188 Paesi, ma è in ritardo rispetto al Gender Gap Index, per il quale è classificata in posizione 99  su 145 Paesi. Del resto solo il 10% dei parlamentari ungheresi è donna.

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Notizie ProVita ha intervistato il Ministro Novak che ha illustrato le politiche pro famiglia ungheresi: in distribuzione a giugno 2016

Un’altra “grave colpa” dell’Ungheria è la sua insistenza, poi,  sul ruolo della donna come moglie e madre in primo luogo, contenuta perfino nei libri scolastici, è estremamente allarmante, per gli esperti dell’ONU, nonostante abbiano riconosciuto che il Governo ungherese ha introdotto misure per facilitare la conciliazione del lavoro e della famiglia.

Nel corso della visita ufficiale, che ha avuto luogo dal 17 al 27 maggio, il gruppo di lavoro ONU ha visitato Budapest, Eger, Bicske e Pécs, ha incontrato funzionari governativi a livello nazionale e locale, membri femminili del Parlamento, del governo, dei partiti di opposizione, rappresentanti di organizzazioni della società civile, così come esperti del mondo accademico.

Le conclusioni e le raccomandazioni di questa visita saranno sviluppate in un rapporto che sarà presentato al Consiglio dei diritti umani nel giugno 2017.

Il gruppo di lavoro era composto da cinque esperti indipendenti: l’attuale presidente-relatore è la signora Frances Raday (Israele / Gran Bretagna), e poi la Signora Alda Facio (Costa Rica), la signora Eleonora Zielinska (Polonia), la signora Kamala Chandrakirana (Indonesia) e la signora Emna Aouij (Tunisia).

Il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla discriminazione nei confronti delle donne nel diritto e nella pratica è stato creato dal Consiglio dei diritti umani nel 2011 per individuare, promuovere e scambiare opinioni sulle buone pratiche relative alla eliminazione delle leggi che discriminano le donne.

Conduce inchieste ed esegue controlli per conto del Consiglio, ma non è composto da personale delle Nazioni Unite ed è indipendente da qualsiasi governo o organizzazione. Servono a titolo personale e non ricevono un salario per il loro lavoro.

L’immagine più sopra è una foto di repertorio dell’invasione di Budapest da parte dei carri armati sovietici. Quest’anno ricorre il sessantesimo anniversario.

 Redazione


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