27/11/2019

Gender e masturbazione, (mal)educazione sessuale a portata di bambino

Ecco a portata di bambino "Sex-Ed School", dei video di educazione sessuale che hanno suscitato la disapprovazione di non pochi genitori. Ma cosa avranno mai da blaterare questi genitori retrogradi contro tali progetti nuovi e all’avanguardia? Saranno le solite polemiche sterili e bigotte o ci sono davvero problemi concreti? Un articolo di Daily Wire potrebbe aiutarci ad aprire un po’ meglio gli occhi a riguardo.

«Sex-Ed School è una serie divertente e educativa di YouTube sulla sessualità e le relazioni sane per i giovani, dai 9 ai 12 anni. Ogni episodio presenta due padrone di casa esperte, Nadine ed Eva, che conducono un dialogo rispettoso e autentico sulla salute sessuale e guidano i partecipanti attraverso attività divertenti e stimolanti su argomenti specifici».

Il tutto è, dunque, presentato come qualcosa di molto coinvolgente; d’altronde, non è un mistero che i bimbi, essendo nell’età dei “perché”, desiderino sapere tutto ciò che ancora non conoscono, specie se riguarda la sfera dell’intimità, su cui pian piano cominciano ad interrogarsi.

Ebbene, se ci aspettiamo che questi video si limitino a spiegare dal punto di vista scientifico la riproduzione umana, magari addirittura calandola in un contesto di amore fedele e responsabile, potremmo esser proprio fuori strada.

Uno dei video si intitola “Gender” e pare introduca il concetto di genere ed espressione di genere, sottolineando che essi possano essere diversi tra loro. Ovviamente, in tutto ciò, il dato biologico osservabile degli organi genitali non è affatto preso in considerazione; tant’è che nelle domande proposte ai bambini a conclusione dell’attività, al quesito che chiede se chiunque ha la vagina è femmina, la risposta corretta sarebbe: «Non tutti […]. I nostri genitali in realtà non determinano il nostro genere. Alcune persone nate con la vagina possono essere ragazzi».

Un altro video s’intitola “Love is love”. Secondo quanto afferma l’articolo, a una bambina che, in esso, avrebbe chiesto cosa significasse masturbarsi, l’educatore avrebbe risposto: «È fondamentalmente quando ti tocchi per piacere sessuale […] puoi sentirti bene da solo in modo da non dover fare sesso con qualcun altro», come fosse «amore di sé».

Ebbene, cosa dovrebbero imparare i bambini da tutto ciò? Che si può essere maschi o femmine a seconda di come ci si sente? Che l’amore è piacere e basta, senza regole né valori?

Pro Vita e Famiglia è sempre stata molto chiara su questi temi. I bambini non devono essere privati della loro infanzia, con progetti che li introducono ad una sessualità decisamente precoce, oltre che fondata unicamente sul godimento sfrenato a tutti i costi.

Non smetteremo di batterci affinché sia preservata la purezza dello sguardo dei nostri piccoli ed essi possano essere gradualmente educati ad una seria affettività, con argomenti appropriati a ciascuna età di formazione.

 

di Luca Scalise
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