13/02/2016

Gender: ascesa e dittatura della teoria che “non esiste”

Una nuova uscita editoriale, un nuovo saggio per tutti i lettori e amici di ProVita ci arriva da dalla Lucania: “Gender: ascesa e dittatura della teoria che “non esiste”: la storia, l’evoluzione, i dati, la verità”.

Aurelio Pace e Carlo Di Pietro, gli autori, del saggio, sono tra gli organizzatori del fortunato ciclo di conferenze di ProVita in Lucania. Aurelio Pace, poi, è il promotore della mozione regionale “no-gender” che ha poi ispirato una decina di altri Enti Locali.

Per acquistare il libro, si può cliccare qui.

Dall’introduzione degli Autori: “Cosa c’è di vero sulla cosiddetta “teoria del gender”? Che cosa dicono i “gender studies”? Nel nostro libro ci opponiamo al “pensiero gender”, con prove documentali. Siamo due “visionari”? Siamo come Don Chisciotte della Mancia? Combattiamo forse contro i mulini a vento? A queste ed a tante altre domande, spesso sollecitate da alcuni gruppi di pressione, siamo tenuti a rispondere, quantomeno per educazione”.

Il saggio è minuzioso nella ricerca ed onesto nelle intenzioni, esalta (nei giusti limiti) il valore della persona e si contrappone al pensiero dominante estorto dalle solite élite a danno della società civile.

Cronache politiche, storiografia del problema, ricerca scientifica, esperienze di vita vissuta ed una limpida esposizione della dottrina caratterizzano fortemente questo progetto unico nel suo genere, che si distingue soprattutto per la particolare ironia usata dagli autori nel demolire certe convinzioni e per una notevole dose di indomito polemismo.

La questione sviscerata nel libro, quella del gender, è quanto mai attualissima e viene risolta con lucida oggettività, superando, con grande carità, i limiti delle passioni e del sentimentalismo.

Abbiamo chiesto agli autori come e con che scopo nasce il presente saggio. Ecco la loro risposta:

Abbiamo deciso di scrivere questo libro, semplice il più possibile, divulgativo, corredato da immagini, didascalie e cronaca fedele. Un testo adatto a tutti, dove non troverete giri di parole, comizi in “politichese” e ridondanti soliloqui confusionari. È nostra intenzione, invece, raccontare la verità citando dati e fatti, provando a dimostrare l’evidenza.”

Ecco anche una breve presentazione degli Autori:

Siamo due uomini quasi quarantenni, classe 1976. Un avvocato (Aurelio Pace) ed un giornalista (Carlo Di Pietro). Il primo ha deciso di dedicare la sua vita innanzitutto alla famiglia, poi alla professione ed alla politica (oggi è Consigliere regionale di Basilicata); il secondo è impegnato nell’editoria ed ha scritto poco più di due decine di libri come autore e pubblicati altrettanti come editore. Ci conosciamo da tempo e condividiamo alcuni interessi; con l’aiuto di Dio e con le nostre forze proviamo a vivere, non senza difficoltà e facendo i conti con le tante contraddizioni dell’era presente, coerentemente la nostra esistenza.

Nel Giugno del 2015, in una sera d’inizio estate, all’ora in cui il fresco delle nostre montagne stempera il caldo estivo che si fa strada, ci siamo guardati in faccia ed abbiamo pensato che forse avremmo potuto fare di più per testimoniare, con l’azione e la divulgazione, le nostre ricerche sul Gender. Allora perché non cominciare dalla nostra piccola Regione: la Lucania? Terra di luce, dalla storia millenaria e dalle profonde radici cristiane.

Si suppone che un politico debba lavorare per il bene comune e che un giornalista debba raccontare la  verità. Pertanto, perché non riflettere insieme su queste rispettive missioni ed unire le forze per un fine nobile: la difesa dei più deboli, a cominciare dai bambini; la tutela delle famiglie, soprattutto delle più sfortunate; dare forza a chi non ha voce?

Da queste nostre intenzioni, è partita così una riflessione su cosa, oggigiorno, può rappresentare un ostacolo al raggiungimento della felicità per i bambini, per le famiglie e per i meno favoriti. Dobbiamo impegnarci per fermarli, ci siamo detti, per dare il nostro piccolissimo contributo contro il triste declino di un mondo che appare stanco, distratto e troppo avidamente individualista. “Persona” non è “individuo”; la vita ordinariamente non è una passeggiata solitaria, ma un’esaltante esperienza collettiva.

Non è nostra intenzione puntare il dito, tuttavia, dovendo scrivere di cronache contemporanee, non mancheranno nomi e cognomi. Non ci riteniamo due oracoli e non vogliamo scrivere un libro di prediche e sermoni, la nostra intenzione, una sola, è evidente: informare.”

Indice del Libro

  1. Introduzione; pag. 5
    2. La famigerata “mozione omofoba”. La Basilicata prima di tutti; pag. 9
    3. La retrograda “mozione Pace” ed il “peccato” dei selfie; pag. 15
    4. La “teoria gender non esiste”. I Consiglieri firmatari sono tutti clerico-visionari?; pag. 21
    5. La “teoria gender non esiste”. I genitori sono una massa di oscurantisti e bigotti?; pag. 29
    6. Norvegia, passo in avanti: la “teoria del gender” esiste, ma non è scienza. Basta soldi pubblici; pag. 37
    7. La “teoria gender non esiste”, ma a scuola i maschietti mettano la gonna; pag. 41
    8. Il suicidio e la vicenda di Bruce Raimer, il primo esperimento del dottor Money “padre della teoria del gender”; pag. 45
    9. Il “genere è liquido”, ma se vuoi “tornare etero” il “genere” diventa “solido”: vai perseguitato; pag. 55
    10. Gli omosessuali non integralisti del gender sono “omofobi”: i bambini si devono vendere; pag. 63
    11. Chi prega per i gay e chi ama moglie e figli merita di essere punito: emergenza “omofobia”; pag. 71
    12. La “teoria del gender” non esiste, ma se la critichi Scalfarotto ti “mette le manette”; pag. 79
    13. Il “gender” non è ideologia, è “scienza” e “morale”. Scienza e morale contrarie sono “omofobe”; pag. 85
    14. Il “bavaglio” UNAR: «Linee Guida per un’informazione rispettosa delle persone LGBT»; pag. 97
    15. Nessun compromesso con l’odio: dal nazi-fascismo al comunismo, è chiara la nostra condanna; pag. 113
    16. Gender, omosessualità e Chiesa. Introduzione alla “dottrina medievale dei bigotti”; pag. 125
    17. Basta “bigottismo” all’interno delle chiese. La parola d’ordine è “aggiornamento”; pag. 137
    18. Guai a chiamarla “teoria gender”, bisogna dire “gender studies”. Sono due cose diverse ma dicono la stessa cosa e comunque la “teoria” non esiste; pag. 141
    19. “Omofobo” è demodé. Siamo “omonegativi”?; pag. 149
    20. A.T. Beck (e UNAR): 4 o 5 pareri sono “scienza”, tutto il resto è noia, anzi è “mitologia”; pag. 161
    21. Quando Cenerentola era ariana, pardon lesbica. Così vogliono sponsor e poteri forti; pag. 179
    22. Conclusione. Il complotto del Vaticano e le soluzioni al problema “omonegatività”; pag. 187
    Appendice 1. La pianificazione e l’aggressione del gender ai bambini di ogni età ed ai docenti; pag. 195
    Appendice 2. Indottrinamento gender: le immagini; pag. 217
    Bibliografia e Sitografia; da pag. 243 a pag. 255

Giampaolo Scquizzato

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