29/04/2017

Gender: ad Harvard vietato parlare di soli due sessi

L’ennesima follia gender (tra le più incredibili, abbiamo segnalato gli uomini-marziano e gli uomini-sirena) questa volta è targata Harvard.

La prestigiosa università statunitense infatti ha approvato la distribuzione tra i ragazzi di una strana guida redatta dall’associazione di studenti “LGBTI Student Life” per combattere la transfobia.

Nel libretto viene spiegato che le persone possono cambiare genere giorno per giorno (si tratta dei cosiddetti gender fluid). Non solo, ma chiunque pensasse si tratti di un’assurdità esercita di fatto una forma di “violenza sistemica”. Per cui sostenere che in natura si nasce necessariamente o maschi o femmine e che tertium non datur viene giudicato un atteggiamento violento e discriminatorio.

La guida pertanto rivendica l’esistenza di ben più di due sessi, proprio in nome della più pura ideologia gender. Ma va oltre. Vi è scritto infatti che gli studenti “binari fissi”, ovvero stabilmente eterosessuali, con la loro sola esistenza rappresentano un attacco alla vita delle persone transessuali. Per non parlare poi di quegli arroganti che si permettono di rivolgersi ad un ragazzo o uomo con pronomi maschili: vengono accusati di compiere un assalto di genere...

Infine, tra le molte chicche leggibili nel libretto diffuso con tanto di imprimatur di Harvard, c’è ovviamente l’immancabile accusa a quanti ancora credono alla Bibbia: la loro colpa è di prestar fede a un testo che dà informazioni errate e impregnate di transfobia.    

Naturalmente in università non tutti sono d’accordo. Molti studenti però preferiscono tacere e lasciar correre per paura di possibili ripercussioni sulla loro carriera accademica. La Gaystapo e il Grande Fratello LGBT sono sempre in agguato e pronti ad abbattersi sui ribelli al pensiero unico arcobaleno.

Non è davvero difficile immaginare che, tra non molto, negli Stati Uniti (e nel mondo occidentale) chiunque non si piegherà all’ideologia gender farà la fine delle tribù Sioux e Cheyenne. In nome della democrazia e della tolleranza, chiaramente.

Redazione

Fonte: LifeSiteNews



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