17/03/2018

Gender a teatro: Fa’afafine sbarca a Bologna

Ricordate lo spettacolo asservito all’ideologia gender dal titolo Fa’afafine. Mi chiamo Alex e sono un dinosauro? Ne parlavamo proprio un anno fa, scrivendo che «in questi primi mesi del 2017 pare che la scelta delle lobby Lgbt e affini sia quella di utilizzare a proprio vantaggio il canale del teatro, portando in scena a livello nazionale – con un programma di date veramente impegnativo, sotto l’elenco completo – lo spettacolo “Fa’ afafine”. Spettacolo – del quale potete leggere qui i contenuti e visionare qui una presentazione – che instilla nei bambini l’idea che esista un “terzo sesso” (?!?) e che si possa decidere se essere maschio o femmina, a seconda dell’umore del giorno».

In merito ProVita aveva sottoscritto un Comunicato Stampa in accordo con altre associazioni e aveva applaudito l’iniziativa del Comitato Difendiamo i Nostri Figli volta a chiedere un approfondimento sullo spettacolo da parte del MIUR, rispetto al quale era stata proposta anche una qualificata valutazione pedagogica (qui è possibile leggere il testo integrale del Prof. Pesci).

Adesso la scena si ripete, per fortuna questa volta “solo” a Bologna. 

«Finalmente approda a Bologna per la prima volta» lo spettacolo “Fa’afafine. Mi chiamo Alex e sono un dinosauro” annuncia Teatri di vita il teatro comunale di Bologna le cui attività, dichiara, «sono sostenute dal ministero per i Beni e le attività culturali e del turismo, dalla Regione Emilia-Romagna e dal Comune di Bologna».

Il teatro afferma inoltre: «È difficile non essere dalla parte di Alex, il bambino protagonista, che ancora non ha deciso la sua identità di genere, perché non è poi quello che conta ma che tutti i bambini possano vivere la vita che vogliono, senza essere vittime di bullismo da parte dei coetanei o di oppressione da parte delle famiglie».

Volete sapere che cosa significa “fa’afafine”, giusto per rinfrescarvi la memoria? Lo spiega Gender bender international festival sulla sua pagina Facebook: «Nella lingua di Samoa, la parola definisce coloro che non si identificano in un sesso o nell’altro, e che godono di considerazione e rispetto». Il bambino Alex «è un “gender creative child”: i giorni pari è maschio e i dispari è femmina».

Finanziamenti pubblici per spettacoli (s)consigliati ai bambini?

Redazione

RETTIFICA: David Botti ci ha contattati segnalandoci che “Teatri di vita” è un teatro di periferia “arcobaleno” e specifica l’importante operato di fattisentire.org nel 2016 e 2017, che ha permesso di limitare – in questo 2018 – la deriva genderista in altri teatri della zona.


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