19/07/2016

Gender a scuola – A 5 anni, pensaci bene: «Sei gay?»

Un nuovo piano elaborato dal Ministero dell’Istruzione scozzese per gli alunni della scuola primaria prevede che ai bambini, dai cinque anni in poi, venga chiesto di riflettere sul “gender” di appartenenza.

Il Consiglio scolastico del North Ayrshire, in Scozia, ha deciso di promuovere un progetto educativo che tende a scavalcare – come al solito – la famiglia, antiquata e obsoleta.

Il regolamento prevede l’istituzione di una Named Person (una sorta di preposto, responsabile, tutor, nominato nell’ambito scolastico) che accompagnerà il bambino nel dare risposte a domande sul suo “genere” di appartenenza. Collaborando con i genitori... ma anche no...

È infatti normale e salutare, secondo il regolamento, per i ragazzini – dai cinque anni in susentirsi attratti da maschi, da femmine o da entrambi, a prescindere dal proprio sesso di appartenenza.

Insomma la solita confusione che, secondo i dettami dell’ideologia gender, tende a normalizzare qualsiasi orientamento e attitudine sessuale, fin dalla più tenera età.

Poi, una volta ingenerata la confusione nei ragazzini, il numero di essi che viene sottoposto a trattamenti ormonali per il blocco della pubertà sale in modo esponenziale (con cospicui profitti per le case farmaceutiche e le cliniche specializzate).

Il No to “Named Person” Campaign Group si sta opponendo fortemente a questa politica governativa. Il portavoce, Simon Calvert, denuncia l’arroganza  e la presunzione dei promotori della cosa: è un’ingerenza inaccettabile nella privacy delle famiglie, nel ruolo educativo primario dei genitori. Questa Named Person interferisce indebitamente, è un’imposizione dall’alto. Altro sarebbe se la consulenza di un esperto in certe questioni fosse richiesta dalla famiglia, la quale conosce e seleziona prima, lei stessa, l’esperto in questione.

Il documento del North Ayrshire è stato realizzato in collaborazione con il Servizio Sanitario nazionale e con la Polizia scozzese.

Vorremmo non preoccuparci troppo per quanto accade in Scozia. Così come non vorremmo preoccuparci di quanto fanno in California (ne abbiamo parlato qui). Ma invece sappiamo bene che “Tutto il mondo è paese“: il nostro MIUR e il nostro Parlamento si stanno dando un bel da fare per promuovere l’ideologia gender nelle scuole.

Forse sperano che durante l’estate l’attenzione dell’opinione pubblica sia meno vigile. Noi, però, gli stiamo con gli occhi puntati addosso.

Fonte: Daily Express

Redazione

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