01/04/2021

FLASH – Un omosessuale risponde a Fedez - I diritti valgono per tutti: ecco perché sono contrario al Ddl Zan

L’attacco del cantante Federico Leonardo Lucia, meglio conosciuto come Fedez, contro il senatore Simone Pillon ha avuto una certa eco mediatica, soprattutto sui social. Molti lo hanno applaudito per il suo affondo a favore del ddl Zan contro l’omotransfobia, ma molti altri hanno espresso il loro disaccordo. Tra questi vi è anche Ferdinando Tripodi, un ragazzo omosessuale che ha risposto al cantante sul suo profilo Facebook, esprimendo con chiarezza i motivi per cui disapprova il disegno di legge Zan. Riproponiamo qui la sua lettera aperta indirizzata a Fedez:

"I DIRITTI NON VALGONO SOLO PER SUO FIGLIO"

Caro signor Fedez,

la pericolosità non si nasconde dietro una bambola in mano ad un bambino, ma all'interno di un decreto-legge che vorrebbe imporre a molti il silenzio, la censura.

Un decreto che non condanna le discriminazioni anzi, al contrario, discrimina chi ha ancora oggi il coraggio di difendere quelli che sono i diritti dei bambini.

E fa di peggio, minaccia di punire chi si permette di difendere a voce alta come nel mio caso i diritti dei più piccoli.

Il più importante DIRITTO, per esempio, è quello che anche Suo figlio ha: il diritto di avere un padre e una madre!

Bene, con quale autorità ci si permette di stravolgere quello che è il ciclo naturale della vita e ci si permette di obbligare un bambino o una bambina a crescere con due uomini o due donne?

Per non parlare dell'utero in affitto, una mostruosità.

Qualcuno dovrà pur alzare la voce e dire che usare l'utero di una donna come un semplice forno è un abominio. 

Ebbene, la legge di cui Lei tanto vorrebbe vedere l'approvazione, non ci permetterebbe più di poter esprimere, di difendere e dire tutto ciò perché potrebbe arrivare qualche giudice e ravvisare nelle mie parole una presunta omofobia o istigazione all'omofobia.

Mi chiedo se prima di fare della retorica Lei si sia preso il tempo di leggerlo quel decreto legge, di informarsi.

Ne dubito fortemente.

Allora La invito, e lo faccio da omosessuale, non da omofobo, la smetta di trattare gli omosessuali come dei deboli da difendere, come delle vittime da tutelare.

Noi siamo persone, uguali agli altri.

È proprio questa normalità che dovrebbe spingerci tutti a non volere leggi che in realtà ci pongono in una situazione "diversa" dal resto del genere umano.

In Italia le leggi in vigore già puniscono chi usa violenza, ingiuria verso qualcun altro.

Basterebbe chiudere un po’ Instagram e magari aprire qualche sito di informazione.

Lei per quanto mi riguarda dovrebbe cominciare a farlo.

Che Suo figlio ama giocare con le bambole non è un problema, e se un giorno vorrà mettere lo smalto lo faccia pure.  È un Suo diritto.

Ma vede, signor Fedez, i diritti non valgono solo per Suo figlio.

I diritti appartengono a tutti, anche a chi non la pensa nel Suo stesso modo e con coraggio e libertà difende il proprio pensiero.

Ieri, oggi e domani.

Ferdinando Tripodi,

un omosessuale libero.

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