15/09/2021

FLASH – Sempre più criminali diventano trans per trasferirsi nelle carceri femminili

Jessica Phoenix' Sylvia (il cui precedente nome era Ernest Andrew Sylvia), un criminale sessuale attualmente incarcerato nello stato di Washington, ha aperto un account Twitter nell'aprile di quest'anno per promuovere il trasferimento di criminali maschi condannati e ha perfino creato un'organizzazione chiamata “Gender Identity Justice Campaign”. Sul suo sito web, Sylvia si descrive come un "teorico queer" e si pubblicizza come oratore pubblico.

Il caso di Sylvia "Jessica Phoenix" non è certo il primo in cui si vede un uomo pericoloso protetto dall'ideologia dell'identità di genere e supportato da attivisti e dai media.

Nel gennaio 2021, Razvan Sibii, docente di giornalismo presso l'Università del Massachusetts, Amherst, ha scritto con disperazione della "storia di una donna confinata in un carcere di massima sicurezza maschile" in riferimento a Patricia Elaine Trimble, un uomo che s’identifica come trans che ha violentato due bambine di nove anni e violentato, sfruttato e torturato un altro detenuto maschio prima di ucciderlo.

Trimble ha avviato una rete di comunicazione con altri prigionieri maschi trans per insegnarli come ottenere il trasferimento nelle carceri femminili.

Le carceri statunitensi sono notoriamente pericolose, e ancor di più per i maschi condannati per abusi sessuali su minori. Quale pedofilo sano di mente rifiuterebbe l'opportunità di trasferirsi in un carcere femminile, al sicuro dalla minaccia di essere ucciso da un compagno di cella? Quale molestatore sessuale rifiuterebbe la possibilità di cambiare nome, vanificando così l'obbligo di iscrizione in un registro degli autori di reati sessuali, cancellando i suoi crimini dalla coscienza pubblica?

Nel Regno Unito, più di 16.000 autori di reati sessuali registrati hanno violato i loro ordini di prevenzione dei danni per notificare alle autorità qualsiasi cambiamento nelle loro informazioni, incluso il loro nome legale, negli ultimi cinque anni. Più di 900 autori di reati sessuali registrati sono scomparsi tra il 2017 e il 2020.

Secondo un'indagine del Times, gli autori di abusi sessuali su minori condannati hanno cambiato i loro nomi senza informare le autorità e hanno usato la loro nuova identità per avere accesso ai bambini.

Fonte: Feminist Legal Clinic

 

 

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