19/07/2021

FLASH – Pionere degli studi sui bloccanti della pubertà: “Non vi fidate ciecamente"

Qualche tempo fa, Algemeen Dagblad, il secondo quotidiano più letto nei Paesi Bassi, ha pubblicato un articolo sorprendente. Infatti l’autore Berendien Tetelectal riferisce che “sono urgentemente necessarie ulteriori ricerche sui cambiamenti di sesso nei giovani di età inferiore ai 18 anni. I medici che forniscono cure transgender a Nijmegen e Amsterdam affermano di sapere troppo poco sul gruppo target e sugli effetti a lungo termine”.

Ciò che rende questo articolo così sorprendente è che è stato un gruppo di ricercatori-clinici olandesi (uno dei quali è ampiamente citato nel pezzo) ad aprire la strada all'uso dei bloccanti della pubertà nei bambini con disforia di genere; una pratica che è ormai diffusa in molti paesi del mondo occidentale.

Citato nel suddetto articolo di Tetelaptal, Thomas Steensma, uno dei principali ricercatori-clinici presso il Center of Expertise on Gender Dysphoria di Amsterdam, pone alcune domande critiche che i clinici che supportano la transizione di genere negli USA e in altri paesi in gran parte ignorano: “Cosa c'è dietro il grande aumento di bambini che si sono improvvisamente registrati per l'assistenza transgender dal 2013? E qual è la qualità della vita per questo gruppo di persone molto tempo dopo il cambio di sesso? Non c'è risposta a queste domande. E bisogna trovarle”.

Steensma solleva anche domande sull'effetto dell'intervento medico precoce sulla fertilità futura:

“Non è ancora chiaro se questi ormoni somministrati influenzino la fertilità di ragazzi e ragazze. Semplicemente non lo sappiamo. Finora sono state fatte poche ricerche sul trattamento con bloccanti della pubertà e ormoni nei giovani. Ecco perché è visto anche come un trattamento sperimentale. Siamo uno dei pochi paesi al mondo che conduce ricerche continue su questo.

Steensma non si lamenta solo della mancanza di ricerca ma esprime frustrazione per il fatto che alcuni professionisti stanno applicando la ricerca olandese senza un'adeguata valutazione dello stato dei loro pazienti:

“Conduciamo ricerche strutturali nei Paesi Bassi. Ma il resto del mondo sta adottando ciecamente la nostra ricerca. Mentre invece ogni medico o psicologo che si occupa di assistenza sanitaria transgender dovrebbe sentire l'obbligo di fare una valutazione adeguata prima e dopo l'intervento”.

Insomma se anche gli stessi ricercatori che hanno sviluppato questi trattamenti invitano alla prudenza, forse è davvero il caso di rivedere certe politiche, che spesso sembrano essere imposte più per motivi ideologici piuttosto che medici.

Fonte: 4thWaveNow

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