22/11/2021

FLASH – Il Canada vuole criminalizzare chi critica l’ideologia Gender

Anche il Canada vuole attuare una stretta alla libertà di espressione con la scusa della lotta alle discriminazioni. Presto, infatti, il femminismo che critica il Gender e ogni altra forma di opposizione all’ideologia delle lobby transgender potrebbero essere interpretate come “incitamento all'odio” ai sensi del Codice penale canadese.

Il “femminismo critico di genere” è una branca del femminismo che sostiene che il proprio sesso oggettivo e biologico è immutabile e dovrebbe avere la priorità sul proprio genere soggettivo e autoidentificato. Tutti gli altri principi del femminismo critico di genere si basano su questi principi fondamentali della biologia che si oppongono all'ideologia Gender.

Le donne che difendono pubblicamente i loro diritti, o addirittura difendono il loro diritto a difendere i propri diritti, vengono legalmente e sistematicamente messe a tacere. Le femministe critiche di genere sono state ripetutamente etichettate come "transfobiche" per censurare le loro argomentazioni. Ora queste donne rischiano di essere definitivamente imbavagliate dal governo canadese.

Nel giugno del 2021, l'onorevole David Lametti, del Partito Liberale del Canada, ha infatti presentato il disegno di legge C-36, che propone modifiche legislative al Canadian Human Rights Act e al Codice penale al fine di combattere l'incitamento all'odio e i crimini di odio.

Secondo il governo del Canada, "Il disegno di legge definisce "incitamento all'odio" il contenuto di una comunicazione che esprime detestazione o denigrazione di un individuo o di un gruppo di individui sulla base di una volontà discriminatoria. È vietata ogni forma di discriminazione basata sulla razza, l'origine nazionale o etnica, il colore della pelle, la religione, l'età, il sesso, l'orientamento sessuale, l'identità o l'espressione di genere…”e altri.

Inoltre, “Questi emendamenti andrebbero applicati anche alle comunicazioni pubbliche dei singoli utenti su Internet, compresi i social media, i siti web personali e le newsletter. Ad esempio, si applicherebbero a un individuo che pubblica un blog o che pubblica contenuti su una piattaforma di social media. Gli operatori di queste piattaforme di social media sono oggetto del prossimo impegno da parte del Canadian Heritage, che delineerà un approccio per la regolamentazione dei social media e dei contenuti dannosi, incluso l'incitamento all'odio online".

Fonte: Women are Human

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