21/02/2021

FLASH - Anche The Economist solleva dubbi sull'uso della triptorelina

The Economist è un settimanale, certamente non cattolico, certamente non complottista... "liberal" tanto quanto basta per essere considerato autorevole anche "a sinistra".
Ebbene, anche The Economist solleva forti dubbi sui trattamenti che si praticano con tanta disinvoltura per bloccare lo sviluppo di bambini e adolescenti in modo da ritardare la pubertà e far loro decidere con calma "quale genere si sentono". Qui in Italia l'uso di una di queste sostanze, la triptorelina, è stato considerato ammissibile sia dall'Aifa che dal Comitato Nazionale di Bioetica, anche dai suoi membri sedicenti cattolici (con la lodevole unica eccezione della professoressa Morresi).
The Economist, invece, rileva che le aziende farmaceutiche non hanno mai condotto ricerche adeguate.
La tenuta dei registri in molte cliniche è scarsa. Una revisione del 2018 da parte dei ricercatori dell'Università di Melbourne ha descritto le prove a favore dell'utilizzo di queste sostanze come "di bassa qualità". A dicembre i giudici britannici hanno anche segnalato  che i minori non sono abbastanza maturi per dare il consenso nel prenderli. Il servizio sanitario nazionale britannico si è recentemente rimangiato l'affermazione, che ancora molti sostengono, secondo cui i loro effetti sono "completamente reversibili".
A quanto sembra, finora, nonostante l'aumento vertiginoso dei casi in cui questi  bloccanti della pubertà vengono somministrati, nessuno pare abbia  intenzione di condurre un'indagine clinica ampia e ben gestita sugli effetti collaterali, soprattutto quelli a lungo termine.
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