08/09/2025 di Francesca Romana Poleggi

FDA sotto accusa: la Ru486 fa male alle donne

ProVita & Famiglia da anni e anni mette in guardia le donne dagli effetti collaterali e avversi dell’aborto e specialmente dell’aborto chimico. Ne abbiamo parlato nelle nostre campagne e sulla nostra Rivista in diverse occasioni (anche ultimamente sul numero di settembre 2025); abbiamo dedicato al tema pubblicazioni scientificamente ineccepibili, abbiamo riportato testimonianze. Perché fare il male fa male. L’aborto è male, perché è la soppressione di un figlio e la madre ne porta le ferite per tutta la vita, nel corpo e nella psiche.

A riprova del dato di realtà ci sono nuove pubblicazioni scientifiche (di cui si parla nel suddetto numero di settembre della nostra Rivista), e abbiamo recentemente appreso che  la Florida e il Texas  hanno presentato una comparsa di intervento nella causa in corso intentata dal Missouri contro la FDA (l’agenzia statunitense di vigilanza sui farmaci) che secondo l'attore è responsabile per non aver tutelato la salute delle donne con il suo continuo allargare le maglie nell'impiego della Ru 486.

È vero che da quando il movimento prolife statunitense, con pazienza e perseveranza encomiabili, è riuscito ad ottenere il ribaltamento della sentenza Roe vs Wade, in circa metà degli Stati federati americani sono state emanate leggi più o meno restrittive dell’aborto che stanno salvando la vita di molte donne e di molti bambini. Ma d’altra parte gli abortisti soprattutto ai tempi del governo Biden - Harris, hanno spinto per la liberalizzazione dell’aborto in pillole (in Usa la Ru 486 si può ricevere persino per corrispondenza). E continuano a spingere affinché anche in Usa (come in Svezia) sia possibile impiegare il mifepristone anche negli aborti del terzo trimestre

Nel loro atto processuale, il Texas e la Florida sostanzialmente argomentano con dati e riscontri che gli eventi avversi derivanti dall’assunzione della Ru486 sono sottoriportati (la stessa FDA nel 2016 ha eliminato l’obbligo di segnalazione e quindi - per esempio - abbiamo “solo” 36 donne morte ufficialmente a causa dell’aborto chimico in USA). Quindi i veri tassi di rischio dei farmaci abortivi sono molto sottostimati. 

L’aborto chimico fa male alle donne fisicamente e psicologicamente, ma i suoi effetti avversi e collaterali - anche gravi - sono stati sistematicamente ignorati o sottovalutati (non solo dalla FDA, e anche in Italia) perché il processo di valutazione della sicurezza del farmaco è stato sempre fortemente politicizzato

Del resto l'atto di comparsa riporta documenti del HHS (il SSN statunitense), che è sovraordinato alla FDA, da cui risulta chiaramente che era prioritario promuovere la Ru 486 a 360 gradi, soprattutto dopo la sentenza Dobbs (quella che ha ribaltato la Roe vs Wade), in adempimento all'ordine esecutivo del presidente Biden che ordinava all'HHS di espandere l'accesso all'aborto, anche chimico.

L'atto di comparsa ribadisce che l’aborto chimico richiede spesso cure di emergenza al pronto soccorso (il medesimo dato risulta al servizio sanitario del Regno Unito). E lo stesso bugiardino del mifepristone parla di complicazioni per una donna su 25.

Anche la FDA, del resto, riconosce anche che il 7% degli aborti chimici richiedono poi un intervento chirurgico perché l’aborto non è completo o per fermare l'emorragia  o per  altre “complicanze varie” (anche mortali).

Anche psicologicamente l’aborto chimico  arreca traumi gravi alle donne. Oltre alla sindrome post aborto comune dopo qualsiasi tipo di aborto, le madri restano sconvolte alla vista dei corpicini dei loro bambini che non sono affatto “grumi di cellule”. La cosa è ancor più grave perché i centri pro aborto non informano le donne in modo veritiero e completo su ciò che accade in un aborto chimico.

Anzi, spesso suggeriscono alle donne che hanno complicazioni legate alla pillola abortiva di mentire e dichiarare al pronto soccorso di avere avuto un  aborto spontaneo. La FDA è stata complice di questa pratica perché ha consentito la modifica dell’etichetta del Mifepristone e la rimozione della dicitura che invitava le pazienti a portare con sé al pronto soccorso il foglietto illustrativo del farmaco.






 
Questo articolo e tutte le attività di Pro Vita & Famiglia sono possibili solo grazie all'aiuto di chi ha a cuore la Vita, la Famiglia e la sana Educazione dei giovani. Per favore sostieni la nostra missione: fai ora una donazione a Pro Vita & Famiglia tramite Carta o Paypal oppure con bonifico bancario o bollettino postale. Aiutaci anche con il tuo 5 per mille: nella dichiarazione dei redditi firma e scrivi il codice fiscale 94040860226.