15/07/2020 di Manuela Antonacci

Evento #RestiamoLiberi a Fano. Contestatori aggrediscono un omosessuale in nome della “libertà”

Lo slogan lo conosciamo bene: è quello del “love is love”. Ma… quale “Love”? Forse quello dei contromanifestanti che con insulti, minacce, spintoni e pugni chiusi hanno interrotto la manifestazione 'Restiamoliberi', organizzata dal movimento Pro vita & famiglia di Fano lo scorso sabato sera?

Ci è voluto, infatti, l’intervento delle forze dell’ordine per fermare i contestatori provenienti dal centro sociale Grizzly, che avevano preso di mira i promotori, che pacificamente si limitavano a tenere in mano dei cartelli su cui era riportata, tramite slogan, la motivazione della loro protesta.

Eppure, nonostante la considerevole presenza di carabinieri, polizia e militari dell’Esercito, i contestatori hanno continuato imperterriti ad urlare insulti, forse anche per rompere il silenzio che faceva parte della modalità di protesta, ma soprattutto, per cercare di interrompere, più volte, gli interventi dei partecipanti. Alla fine, le forze dell’ordine sono state costrette a creare un cordone di uomini, per assicurare lo svolgimento della manifestazione.

Ma la cosa che ha più dell’incredibile è che i contromanifestanti che si dicevano contrari al ddl Zan (che teoricamente avrebbe il fine di combattere le discriminazioni contro gli omosessuali) non si sono fatti scrupolo di aggredire anche Marco Guidi, 41 anni, gay dichiarato, a cui è stato impedito di parlare: "Mi hanno insultato nei modi peggiori – ha raccontato sbalordito – ma purtroppo è il loro stile comunicativo. Sono contrario a questa legge, che produce il contrario di ciò che proclama, perché di fatto discrimina noi gay, relegandoci in una sorta di categoria protetta".

Quello contro Guidi, infatti, è stato un vero e proprio accanimento (alla faccia della non discriminazione) l’uomo ha ricevuto fischi e cori denigratori. Ad essere presa di mira sarebbe stata anche la sua appartenenza politica: "Ce l’hanno con me perché non appartengo alla loro compagine, essendo di destra e iscritto alla Lega, e questo non me lo perdonano. Così come non mi perdonano di essere un drag queen, un gay che dà spettacolo travestito da donna, quindi non rientrando nelle categorie da loro condivise".

In merito all’accaduto, uno dei promotori, Angelo Bertoglio, vice segretario nazionale di Riva Destra e dirigente regionale Fratelli d’Italia ha testimoniato sdegnato: "E’ stata una vergognosa gazzarra provocatoria, da parte di una squadraccia di ignoranti, nel corso di una libera, pacifica e soprattutto autorizzata iniziativa. Le persone con orientamento omosessuale, già oggi sono ampiamente tutelate. Ogni riforma finalizzata a dividere le persone in categorie, proteggendone alcune più di altre, finirebbe per creare e acuire quelle discriminazioni che questa legge dice di voler combattere. Mi auguro che questo gruppetto di persone, molto poco civili e democratiche, vengano identificate dalle forze dell’ordine e sottoposte ai provvedimenti necessari".

 

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