Siamo al totale tracollo morale e civile dell'Europa: uno Stato, il Belgio, ha consentito che una ragazza 26enne depressa di nome Siska fosse ammazzata con l'eutanasia dopo che la stessa aveva denunciato di essere il “prodotto di un sistema fallimentare” per le carenze, i limiti e le colpe del servizio sanitario nazionale da cui è stata maltrattata e abbandonata. Lo scenario in cui malati, fragili e disabili vengono fatti letteralmente fuori da un sistema che trova più facile e conveniente ucciderli che curarli non è più un pericolo futuro, ma una criminale realtà del presente. Una deriva, quella belga, giunta dopo che, negli anni, sono caduti sempre più i fantomatici “paletti” inizialmente previsti: la stessa tragica situazione in cui l'Italia è stata gettata dalle scellerate sentenze con cui la Corte Costituzionale, scavalcando il Parlamento, ha sdoganato il suicidio assistito in presenza di fragili e arbitrarie condizioni e che non potrebbe che peggiorare se il Parlamento stesso, invece che ripristinare la tutela piena della vita fragile, dovesse approvare una qualsiasi legge sul fine vita, che non sarebbe mai il “male minore”. Ogni legge, infatti, ha un valore pedagogico: ciò che viene legalizzato finisce inevitabilmente per essere percepito come giusto e auspicabile. E come ha avvertito la stessa Corte Costituzionale, l’apertura a queste pratiche aumenterebbe il rischio di abusi e di una pressione sociale sui malati e sui fragili, spingendoli a “farla finita” per non sentirsi un peso. Non possiamo e non vogliamo permetterlo e per questo chiediamo alla maggioranza in Senato di cestinare la PdL in discussione e rispondere alla deriva moltiplicando gli investimenti in cure, specialmente palliative, e nell’accompagnamento dei fragili, dei disabili e delle loro famiglie, affinché non si arrivi presto anche in Italia all'uccisione di giovani depressi emarginati dal sistema come accaduto a Siska in Belgio.
Così Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia onlus, commenta la notizia - resa nota dalla stampa ieri - del decesso di Siska De Ruysscher, giovane belga di 26 anni, morta domenica 2 novembre per eutanasia, alla quale ha avuto accesso per depressione, nella quale era caduta dalla preadolescenza.
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