«Un bambino fino a 3 anni può e deve giustamente essere tutelato dal digitale, ma appena varca la soglia dei tre anni può diventare un “bambino trans”. È l’assurda contraddizione della Società Italiana di Pediatria, che mentre si ostina a promuovere l’ideologica Guida Lgbt “Oltre lo Sguardo”, presenterà a giorni un disegno di legge per proteggere i bambini da zero a tre anni dall’esposizione ai dispositivi digitali a tutela del loro sviluppo neurocognitivo, fisico e relazionale.
Ma allora la domanda sorge spontanea: dobbiamo proteggere i bambini 0-3 anni anche dai pediatri, oltre che dal digitale? A maggior ragione se, dopo i tre anni, applicheranno loro le indicazioni ideologiche - altro che biologiche - della Guida “Oltre lo Sguardo”. Perché il presidente Rino Agostiniani, che interverrà alla presentazione del Ddl, forse ignora - e sarebbe gravissimo per il vertice di un ente scientifico - che proprio il digitale e i social sono le principali cause del cosiddetto “contagio sociale”, quel fenomeno che porta i minori a sentirsi “nel corpo sbagliato” o a identificarsi in un “altro genere”. Esattamente il mondo che la Guida “Oltre lo Sguardo” promuove e legittima.
È l’ennesima dimostrazione di come la SIP sia allo sbando più totale. Rinnoviamo la nostra richiesta - supportata da oltre 41.000 firme raccolte - di ritirare la Guida e di dimissioni di Agostiniani, oltre che un intervento del ministro della Salute Orazio Schillaci, affinché metta in campo misure per arginare tale deriva». Così, in una nota, Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia.