Liberi, fino alla fine. È la richiesta di dignità di milioni di cittadini malati, disabili e fragili che ogni giorno affrontano i limiti e gli ostacoli posti dalla precarietà della sofferenza. Anche Emanuel vuole essere libero fino alla fine, ma libero di vivere, in una cultura che lo spinge ai margini e che, quando gli parla di libertà e dignità, lo fa solo in termini di suicidio assistito. È il cuore del cortometraggio “Scomodo”, prodotto da Pro Vita & Famiglia, con la regia di Simone Guarany, la partecipazione straordinaria di Giuseppe Cruciani e distribuito da PREM1ERE.
Emanuel Cosmin Stoica, che nel corto interpreta se stesso, non vuole morire e non vuole essere ucciso; eppure, lo Stato in cui lotta ogni giorno per la sopravvivenza non risponde alla sua tenacia con lo stesso zelo con cui assiste la morte a chi la richiede. La testimonianza di Emanuel squarcia il velo di ipocrisia che copre il dibattito sul fine vita: essere aiutati a morire appare spesso più facile che essere aiutati a vivere. «Una verità scomoda che vogliamo portare anche all’attenzione della politica che in queste settimane sta spingendo per una legge sul fine vita: non è umano e non lo sarà mai facilitare la morte altrui anziché aiutare i sofferenti a vivere dignitosamente», il commento di Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia.
Del cortometraggio si parlerà, nel corso di una tavola rotonda, durante l’anteprima della quinta edizione del South Italy International Film Festival, in programma dal 29 giugno al 1° luglio 2026 presso l'Auditorium Sacra Famiglia, a Barletta, in Puglia.
