12/11/2021 di Manuela Antonacci

Eutanasia. De Mari: «Testo Unico è invito a procurarsi la morte anziché a curarsi. Assurdo!»

In Parlamento, alla Camera, lo sappiamo, è sbarcato il Testo Unico sul Suicidio Assistito. Un documento che, insieme alle spinte referendarie sull’omicidio del consenziente, rischia di far piombare l’Italia verso una deriva eutanasica senza precedenti. Sulle contraddizioni della legge ne abbiamo parlato con Silvana De Mari.

 

Nel Testo si legge che al suicidio assistito può ricorrere anche chi ha fatto uso delle cure palliative o, al contrario, rifiuta questo percorso. Eppure le cure palliative spesso possono essere risolutive rispetto al dolore, che ne pensa?

«E’ un’induzione a procurarsi la morte e a preferire la morte ad un trattamento pessimo, perché le cure palliative sono poche e care e non sono sempre date in maniera corretta. Nel momento in cui il paziente è poco assistito chiederà la morte permettendo un notevole risparmio. Le persone pensano che si tratti di una cosa che uno fa se vuole fare, dunque non cambierebbe nulla in sostanza. In realtà, la gente non si rende conto di una cosa: nel momento in cui il suicidio è permesso, innanzitutto il livello delle cure crolla e poi scompare tutta la ricerca»

La possibilità di ricorrere all’eutanasia è prevista anche per chirisulti affetto da sofferenze fisiche o psicologiche intollerabili”, ma come si fa a valutare l’intollerabilità di una sofferenza psichica?

«Io mi chiedo come si fa anche a stabilire una sofferenza fisica come intollerabile, perché io potrei anche non tollerare il mio mal di schiena. E’ lo stesso trucco con cui si permette l’aborto eugenetico. In particolare la sofferenza psichica intollerabile può essere qualsiasi cosa, ma soprattutto, i pazienti, in questa maniera vengono sottoposti a ricatto, nel senso, che nel mondo del Mulino Bianco tutti si vogliono bene. Nel mondo vero il paziente potrebbe chiedere la morte spinto da parenti che non hanno alcuna voglia di assisterlo o che vogliono la sua eredità, non è così inverosimile».

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