Al Parlamento Europeo, in tema di principi non negoziabili, si registrano finalmente dei primi segnali incoraggianti. Forse è ancora prematuro parlare di inversione di tendenza, tuttavia, merita risalto l’approvazione di due emendamenti a firma di Paolo Inselvini (FdI) e la contestuale bocciatura di altrettanti emendamenti proposti da Alessandro Zan (PD) presso la Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo (Libe) dell’emiciclo di Strasburgo.
Gli emendamenti
Oggetto del contendere è l’implementazione di un documento riguardante la Carta dei Diritti Umani dell'Unione Europea. In qualità di correlatore, è presente - appunto - anche la Commissione Libe, in cui figurano, come “relatori ombra” il gruppo dello stesso Inselvini (Fdi-Ecr), il gruppo dei Sovranisti (Esn) e lo stesso Zan in rappresentanza del Socialisti e Democratici (S&D). In questa sede sono stati approvati gli emendamenti di Inselvini, che vanno a cancellare i riferimenti all’ideologia gender. Le proposte di Zan, al contrario, riguardavano la stessa ideologia gender, unitamente all’inserimento dell’aborto tra i diritti umani. «Se qualcuno ha il coraggio di dire la sua sui temi della vita, della famiglia e dell’identità sessuale di ognuno di noi, ecco che allora si possono raggiungere dei risultati e – statene certi – io e il nostro gruppo non molleremo», ha spiegato l’europarlamentare di Fratelli d’Italia in un videomessaggio sul suo profilo Facebook, sottolineando la necessità di portare avanti azioni concrete per scardinare quello che, in apparenza, è un sistema inscalfibile. Raggiunto telefonicamente da Pro Vita & Famiglia, sempre l’onorevole Inselvini puntualizza che, nel suo complesso, la bozza della Carta dei Diritti Umani è un documento da rigettare, in primo luogo per i continui riferimenti a «tutto ciò che riguarda il mondo Lgbt», a partire dal concetto elastico ed estensivo di «genitorialità».
Ma il documento resta ideologico
Secondo Inselvini, dunque, nonostante l’approvazione degli emendamenti, l’intero documento rimane comunque «infarcito di ideologia progressista», senza contare che, «come spesso accade, il Partito Popolare Europeo avalla questo tipo di degenerazioni, tant’è che, nei negoziati, il parlamentare relatore ombra del Ppe, che tra le altre cose si professa anche cattolico, nel momento in cui io cercavo di fare inserire la tutela dei cristiani, della famiglia tradizionale e della vita, lui o restava silente o sosteneva esplicitamente le posizioni di sinistra, quindi questo ci fa capire qual è, purtroppo, la direzione di una certa parte del centrodestra europeo». In questo contesto, però, si inserisce il fatto che, «avendo insistito parecchio sia nei negoziati privati sia poi a livello pubblico nel Parlamento», Inselvini è riuscito ad essere una sorta di «pungolo per il Ppe che, su alcuni voti, si è schierato dalla nostra parte - racconta - e in particolare su due miei emendamenti nei quali si è riusciti a cestinare i riferimenti molto espliciti all'identità di genere e l'ideologia gender». Oltre a ciò, sono stati bocciati tre emendamenti di Zan, in uno dei quali si fa esplicito riferimento all'ideologia gender, mentre negli altri due, si intendeva garantire l'aborto come diritto fondamentale.
Si deciderà in plenaria
Inselvini prevede che la bozza arrivi in plenaria «probabilmente il mese prossimo». Ribadendo l'inaccettabilità del testo base, l’europarlamentare Fdi-Ecr comunque auspica: «Cercheremo di migliorarlo ulteriormente, però, quantomeno, si è capito che la direzione potrebbe andare verso qualcosa di meno peggio rispetto ad alcuni testi approvati in questi mesi e in questi anni, a riprova del fatto che certamente c’è qualcuno che ha coraggio di insistere e di schierarsi». Che si sia riusciti ad eliminare il riferimento all’aborto come diritto fondamentale, infatti, «è già una piccola vittoria perché quando siamo partiti con la discussione di questo documento ci sembrava che fossero tutti d'accordo con il PD. Il prossimo mese, in plenaria, monitoreremo tutti questi aspetti», conclude Inselvini.