14/05/2014

Embryoscope: il miracolo della vita in una foto? No il voyerismo della FIV

“Il miracolo della vita in una foto”, un titolo come questo, mi ha subito invogliato a cliccare sul link del sito.

Pensavo di poter aggiungere qualche slide a quelle che usiamo di solito quando Notizie Pro Vita viene invitata a incontri e dibattiti sull’aborto ecc.

E invece... si tratta Embryoscope, l’ultimo ritrovato delle moderne cliniche per la fecondazione artificiale. Esse offrono alle coppie che ricorrono alla FIV la possibilità di ammirare in diretta il miracolo della vita nascente: vedere con i propri occhi il momento della fecondazione in provetta e l’origine della vita dai propri gameti... anzi gameti di chissà chi, visto che ormai anche da noi si potrà fare la fecondazione eterologa.

Puro voyerismo, piacere per ricchi e moderni genitori che – dopo aver ammirato lo spettacolo –  potranno decidere se congelare l’esserino che ne è il malcapitato protagonista, oppure impiantarlo per vedere “se attecchisce”, salvo – prima – strappargli qualche cellula per analizzarla e vedere che sia sano e bello come il loro desiderio comanda...  Che Dio abbia pietà di noi! Se i nostri lettori ne hanno voglia possono anche loro cliccare sul link.

Io, piuttosto, li invito a rileggere una delle più belle liriche di Pascoli, che riporto in calce. Perché, mi chiedo, chissà per quanto ancora il genere umano saprà apprezzare quella “urna molle e segreta” in cui si compie il miracolo della vita, in cui ” si cova ... non so che felicità nuova”.

 

Il Gelsomino Notturno

E s’aprono i fiori notturni,
nell’ora che penso ai miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.

Da un pezzo si tacquero i gridi:
là sola una casa bisbiglia.
Sotto l’ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.

Dai calici aperti si esala
l’odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala.
Nasce l’erba sopra le fosse.

Un’ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l’aia azzurra
va col suo pigolio di stelle.

Per tutta la notte s’esala
l’odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s’è spento…

È l’alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l’urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.

 

Francesca Romana Poleggi

 

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