Elena Pavan, nata nel 1978, avvocato e candidata alle elezioni regionali in Veneto per Fratelli d’Italia nella circoscrizione di Vicenza. Attuale Consigliera Comunale a Bassano del Grappa, città in cui è nata e che ha amministrato dal 2019, anno della sua elezione a Sindaco, al 2024. Politica di lungo corso, è laureata in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Trento e dal 2007 esercita la professione forense con specializzazione in diritto civile, giudiziale e stragiudiziale, principalmente in ambito aziendale ed è amministratore di sostegno, iscritta alle liste del gratuito patrocinio in materia civile.
Perché ha deciso di impegnarsi in politica e quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?
«I miei cinque anni da Sindaco mi hanno insegnato il valore del dialogo con la comunità e l’importanza di far convivere esigenze diverse in modo costruttivo. Voglio portare la mia esperienza a favore dell’area pedemontana, valorizzandone le risorse e promuovendo sviluppo, coesione e risposte concrete ai bisogni dei cittadini».
L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni hanno liberalizzato o vogliono farlo la pillola abortiva RU486. Quali strumenti ha a disposizione la Regione e quali proposte concrete sosterrà per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto? A tal proposito, pensa di replicare il buon esempio della Regione Piemonte che ha dato vita all’efficace Fondo “Vita Nascente”?
«Sostengo il modello del Fondo “Vita Nascente” della Regione Piemonte e ritengo che anche il Veneto debba promuovere politiche attive a favore della maternità e della genitorialità. La difesa della vita è un principio fondamentale: serve offrire sostegni economici, agevolazioni abitative, assistenza e reti territoriali efficienti. Il Veneto deve valorizzare la natalità e il ruolo delle famiglie, investendo sul futuro con responsabilità, solidarietà e speranza».
Il fine vita è un argomento d’attualità in tutta Italia e soprattutto in Veneto. Nel gennaio 2024 la sua regione si è resa protagonista in positivo per aver bloccato una legge dei radicali sul suicidio medicalmente assistito, ma poche settimane fa – ai primi di settembre – l’Asl di Venezia ha fatto una vergognosa e grave fuga in avanti deliberando una procedura dettagliata per come accedere e “usufruire” del suicidio medicalmente assistito. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletta, si impegna a bloccare simili processi nella sua regione e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?
«Se eletta, mi impegnerò a bloccare qualsiasi pratica di suicidio assistito in Veneto, affrontando il fine vita nella sua dimensione umana ed etica. La Regione deve difendere la vita in ogni fase, sostenendo chi soffre e le persone fragili. Rafforzerò cure palliative, hospice e assistenza domiciliare, potenziando servizi, supportando famiglie e operatori, investendo nella formazione e nell’umanizzazione delle cure, per costruire un Veneto che accompagna, tutela e protegge la vita sempre».
In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?
«La famiglia è la cellula fondamentale della società, dove si apprendono valori di solidarietà e responsabilità. Come candidata, sosterrò politiche familiari integrate: supporto abitativo a giovani coppie e famiglie numerose, potenziamento degli empori solidali, servizi per disabili e non autosufficienti, più posti letto per anziani e attività intergenerazionali. Investirò anche su formazione, lavoro stabile e benessere dei giovani, per costruire un Veneto coeso, solidale e attento a famiglie, giovani e anziani».
Sapeva che le associazioni LGBT o “trans-femministe” a livello regionale si fanno promotori di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcune Regioni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronta a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+?
«Mi impegno a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ideologie che ne minino il ruolo. La scuola deve rimanere luogo di crescita e rispetto, ancorata a valori condivisi, con trasparenza e partecipazione delle famiglie. Vigilerò sull’uso dei fondi pubblici, garantendo progetti educativi, inclusivi e rispettosi dell’età dei bambini. Difendere l’educazione significa tutelare la famiglia e il diritto dei genitori a scegliere percorsi coerenti con i propri valori».