Yvonne Carli, nata a Verona il 31 marzo 1953, dopo la Laurea in Giurisprudenza ha sempre esercitato la professione di Avvocato nella propria città natale. Coniugata senza figli, ha operato tra la città scaligera e la metropoli d’adozione, Milano, ove ha svolto attività di pubblicista curando le rubriche di consulenza legale sul mensile “Dolce Attesa“; tutt’ora collabora per il settimanale “Intimità”: una forma di divulgazione al servizio delle lettrici che è coerente con il costante impegno in difesa dei diritti delle donne e della famiglia, che l’ha visto in prima linea attraverso il coinvolgimento in diverse Associazioni e come consulente del non profit. E’ candidata alle elezioni regionali in Veneto con la lista civica Resistere Veneto, nella circoscrizione di Verona.
Perché ha deciso di impegnarsi in politica e quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?
«Non ho mai avuto l’opportunità di impegnarmi in politica. E’ la prima volta che mi candido su esplicita richiesta del candidato presidente il dottor Riccardo Szumski. La politica esercitata da persone oneste, intelligenti dotate di buon senso e amanti della giustizia è lo strumento più efficace per migliorare l’esistenza di ogni cittadino. Tra le figure politiche che mi hanno profondamente colpito: Aldo Moro, Alcide De Gasperi e Giorgio La Pira, di Lui cito queste frasi: “Per gli uomini non vale che una sola Legge ed un solo fine: la Legge dell’amore ed il premio dell’amore. Tutto il resto è menzogna e vanità”. “Il valore della vita è nel dono di sé ai fratelli”».
L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni hanno liberalizzato o vogliono farlo la pillola abortiva RU486. Quali strumenti ha a disposizione la Regione e quali proposte concrete sosterrà per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto? A tal proposito, pensa di replicare il buon esempio della Regione Piemonte che ha dato vita all’efficace Fondo “Vita Nascente”?
«Pronta ad oppormi ad ogni pratica e iniziativa legislativa volta a soffocare le nascite così come sono pronta ad impegnarmi, per quanto di competenza della Regione, a sostenere e promuovere ogni azione soprattutto economica a vantaggio delle giovani coppie che desiderano avere figli. Davvero mi auguro che la lodevole iniziativa adottata dalla Regione Piemonte nel 2022 con l’istituzione di un fondo da destinare alle madri in dolce attesa Fondo: “Vita Nascente” possa essere approvata anche in Veneto».
Il fine vita è un argomento d’attualità in tutta Italia e soprattutto in Veneto. Nel gennaio 2024 la sua regione si è resa protagonista in positivo per aver bloccato una legge dei radicali sul suicidio medicalmente assistito, ma poche settimane fa – ai primi di settembre – l’Asl di Venezia ha fatto una vergognosa e grave fuga in avanti deliberando una procedura dettagliata per come accedere e “usufruire” del suicidio medicalmente assistito. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletta, si impegna a bloccare simili processi nella sua regione e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?
«Il tema del suicidio assistito non è di competenza della Regione. Se venissi eletta mi impegnerei comunque a bloccare ogni provvedimento riguardante il suicidio medicalmente assistito e aumenterei, invece, i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice favorendo altresì, con ogni mezzo, l’assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati».
In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?
«La famiglia è la cellula fondamentale della società ed è il nucleo fondamentale per la sopravvivenza dello stato sociale. La crisi di valori che stiamo vivendo ormai da anni ha per oggetto anche la famiglia. Si sta avverando la profezia di suor Lucia di Fatima: “lo scontro finale sarà sulla famiglia e sulla vita”. Come candidata ritengo che l’aiuto più importante sia quello economico a sostegno alle giovani coppie già dal primo figlio, agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa oltre a incentivi economici a chi desidera occuparsi dei propri familiari disabili o anziani in famiglia».
Sapeva che le associazioni LGBT o “trans-femministe” a livello regionale si fanno promotori di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcune Regioni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronta a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+?
«Il figlio è il dono che nasce dall’amore di un uomo e di una donna, e l’educazione dei figli appartiene solo ai genitori. Sono fermamente contraria alle iniziative LGBTQIA, all’utero in affitto, carriera alias, teoria del gender. Non è ammissibile permettere che l’identità sessuale di un minore venga distrutta da certe ideologie entrate nelle nostre scuole e che stanno facendo enormi danni».