Leonardo Guerra, classe 1958, biologo molecolare, ex Dirigente d’Azienda e saggista, è candidato alle elezioni regionali in Veneto con la lista civica Resistere Veneto, nella circoscrizione di Verona. Marito di Norma Franzini, sposati da 48 anni, e padre di due figli, Giulia e Giacomo. Nonno di due nipotine di 6, Sofia, e di 4 anni, Alissa
Perché ha deciso di impegnarsi in politica e quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?
«Con la pandemia Covid e con le misure disumane adottare dai governi Conte e Draghi, ho messo a disposizione di tutti la mia esperienza professionale, prima per informare e poi per contribuire a curare le persone con il Covid. Recentemente ho accetto la proposta di candidarmi alle regionali del Veneto per promuovere e sostenere una visione della vita alternativa, umano-centrica e Cristiana della società. In particolare il valore sacro della Vita e della famiglia quali cardini e pilastri della nostra società e civiltà, così come la libertà, la giustizia e la Verità».
L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni hanno liberalizzato o vogliono farlo la pillola abortiva RU486. Quali strumenti ha a disposizione la Regione e quali proposte concrete sosterrà per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto? A tal proposito, pensa di replicare il buon esempio della Regione Piemonte che ha dato vita all’efficace Fondo “Vita Nascente”?
«Principalmente, come strumenti per proposte concrete, penso a quelli culturali, valoriali, sanitari e soprattutto d’informazione diretta ai giovani e al personale sanitario. Ritengo il Fondo “Vita Nascente” adottato dal Piemonte un esempio da seguire».
Il fine vita è un argomento d’attualità in tutta Italia e soprattutto in Veneto. Nel gennaio 2024 la sua regione si è resa protagonista in positivo per aver bloccato una legge dei radicali sul suicidio medicalmente assistito, ma poche settimane fa – ai primi di settembre – l’Asl di Venezia ha fatto una vergognosa e grave fuga in avanti deliberando una procedura dettagliata per come accedere e “usufruire” del suicidio medicalmente assistito. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletto, si impegna a bloccare simili processi nella sua regione e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?
«Penso sia di competenza Regionale nel senso che quanto successo a Venezia va corretto e certamente le cure palliative e la loro implementazione è una delle mie priorità assieme al potenziamento dell’assistenza domiciliare per i pazienti oncoematologici per alleviarne la sofferenza in ambiente familiare».
In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?
«Penso al sostegno economico, in varie forme dirette e indirette (come la defiscalizzazione), alle famiglie con figli e sviluppo di servizi a sostegno delle famiglie per alleviarne il carico soprattutto per le coppie dove lavorano entrambi. Poi penso anche a una revisione critica delle vaccinazioni pediatriche obbligatorie previste dalla legge Lorenzin».
Sapeva che le associazioni LGBT o “trans-femministe” a livello regionale si fanno promotori di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcune Regioni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronto a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+?
«Certo che sì. L’educazione è responsabilità esclusiva dei genitori. I programmi previsti dall’Agenda ONU2030 che includono l’introduzione dell’ideologia LGTBQIA+ nelle scuole di ogni ordine e grado, rappresentano indottrinamenti tossici per la salute mentale dei nostri bambini e i nostri giovani. È nostro compito difenderli e sottrarli all’esposizione di queste influenze dannose per il loro sviluppo mentale».