04/11/2025

Elezioni Veneto 2025. Intervista al candidato Guarda (Resistere Veneto)

Luca Guarda, classe 1981, gestore corporate, sposato e con una figlia adolescente di quasi 18 anni, è candidato alle elezioni regionali in Veneto con la lista civica Resistere Veneto, nella circoscrizione di Verona.

 

Perché ha deciso di impegnarsi in politica (prima esperienza o ricandidatura?) e quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?

«Ho deciso di impegnarmi in politica quando nel 2020 e 2021 sono entrate in vigore le misure liberticide del governo in barba alla Costituzione e a colpi di DPCM venivano tolte le libertà personali e i ragazzi venivano privati dei momenti più belli della loro vita. Il valore più grande è la famiglia, all’interno di essa si trova riparo, protezione, ascolto, comunità, la società odierna promuove invece un modello di disvalori che porta all’individualismo».

L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni hanno liberalizzato o vogliono farlo la pillola abortiva RU486. Quali strumenti ha a disposizione la Regione e quali proposte concrete sosterrà per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto? A tal proposito, pensa di replicare il buon esempio della Regione Piemonte che ha dato vita all’efficace Fondo “Vita Nascente”?

«Il calo demografico è un problema concreto e drammatico, che richiede interventi urgenti e concreti. Ritengo che la Regione Veneto debba promuovere politiche attive a favore della natalità con bonus e incentivi a sostegno della maternità e paternità, per tanto sono assolutamente a favore all’iniziativa posta in essere dalla Regione Piemonte, iniziativa che avrebbe ottimi risultanti anche in Veneto. Relativamente alla pillola arbotiva non ritengo sia da liberalizzare».

Il fine vita è un argomento d’attualità in tutta Italia e soprattutto in Veneto. Nel gennaio 2024 la sua regione si è resa protagonista in positivo per aver bloccato una legge dei radicali sul suicidio medicalmente assistito, ma poche settimane fa – ai primi di settembre – l’Asl di Venezia ha fatto una vergognosa e grave fuga in avanti deliberando una procedura dettagliata per come accedere e “usufruire” del suicidio medicalmente assistito. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletto, si impegna a bloccare simili processi nella sua regione e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative,  degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?

«Se verrò eletto mi impegnerò a bloccare qualunque processo medico che porti al suicidio cosidetto assistito, ma di contro vanno incentivate cure per il sollievo della persona che permettano di limitare al minimo le sofferenze e vanno incentivati i supporti a centri di aiuto specializzati che possano assistere queste persone nel migliore dei modi così da allegire il peso sulle famiglie».

In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?

«La famiglia è un ecosistema di valori, legami, responsabilità, conoscenza che va preservata e posta al centro dell’agire politico. Con una riduzione degli sprechi e recupero delle risorse improduttive si potrebbe finanziare un fondo per il sostegno delle famiglie numerose, con disabilità, migliorando al contempo l’assistenza sanitaria collegata mediante centri medici di prossimità. Proporrei inoltre per tutte le famiglie un bonus economico/sgravio fiscale ed un welfare dedicato e crescente, partendo dal secondo figlio, per creare i migliori presupposti di stabilità e serenità per permettere così di creare un clima sociale e finanziario atto all’incremento delle natalità. A supporto degli anziani vanno fatte manovre sia per un migliore sostentamento familiare che una profonda riforma delle RSA con rette sostenibili e servizi adeguati alle particolari esigenze».

Sapeva che le associazioni LGBT o “trans-femministe” a livello regionale si fanno promotori di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcune Regioni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronto a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+?

«Purtroppo sono a conoscenza di queste pratiche manipolative anche in alcuni comuni, da parte di associazioni LGBT che lentamente ma inesorabilmente avanzano all’interno della nostra società. Da sempre sono fermo oppositore di tali nefandezze e farò tutto quanto in mio potere per arginare questi fenomeni, sostenendo che la scelta educativa, soprattutto in pubertà, deve essere lasciata alle famiglie e la scuola non dovrebbe intervenire in nessun modo».

 

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