Sergio Antonio Berlato, classe 1959, Deputato italiano al Parlamento europeo e già sottoscrittore del Manifesto valoriale di Pro Vita & Famiglia, è candidato alle elezioni regionali in Veneto con Fratelli d’Italia, nella circoscrizione di Vicenza.
Perché ha deciso di impegnarsi in politica e quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?
«Mi muove il mio costante impegno in politica: già eletto per cinque legislature al Parlamento europeo dove ha ricoperto la carica di Vicepresidente della Commissione agricoltura e membro titolare della Commissione ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare. Già eletto per tre legislature in Consiglio regionale del Veneto dove ha ricoperto il ruolo di Assessore regionale all’agricoltura, foreste, economia montana, zootecnia, caccia e pesca e Presidente della Commissione agricoltura, attività produttive, caccia e pesca».
L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni hanno liberalizzato o vogliono farlo la pillola abortiva RU486. Quali strumenti ha a disposizione la Regione e quali proposte concrete sosterrà per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto? A tal proposito, pensa di replicare il buon esempio della Regione Piemonte che ha dato vita all’efficace Fondo “Vita Nascente”?
«Sono per la difesa della vita dalla data del suo concepimento fino alla morte naturale. Sono pertanto contrari a qualsiasi soluzione che possa portare volontariamente all'omicidio o al suicidio».
Il fine vita è un argomento d’attualità in tutta Italia e soprattutto in Veneto. Nel gennaio 2024 la sua regione si è resa protagonista in positivo per aver bloccato una legge dei radicali sul suicidio medicalmente assistito, ma poche settimane fa – ai primi di settembre – l’Asl di Venezia ha fatto una vergognosa e grave fuga in avanti deliberando una procedura dettagliata per come accedere e “usufruire” del suicidio medicalmente assistito. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletto, si impegna a bloccare simili processi nella sua regione e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?
«Coerentemente con quanto affermato nella risposta precedente, sono fermamente contrario a qualsiasi idea di suicidio assistito e mi impegno a tutti i livelli istituzionali a fare in modo che nessuna norma di tale genere venga approvata».
In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?
«Mentre altri ritengono che sia definibile come famiglia qualsiasi unione di persone che si vogliono bene, io ritengo che ci sia una sola famiglia che è quella naturale composta da un uomo maschio, una donna femmina e dall'eventuale frutto del loro amore rappresentato dai figli. Secondo me nient'altro può essere definito famiglia oltre la famiglia naturale».
Sapeva che le associazioni LGBT o “trans-femministe” a livello regionale si fanno promotori di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcune Regioni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronto a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+?
«Mi impegno a difendere la libertà informativa dei genitori e a contrastare in tutti i modi ogni tipo di propaganda Lgbtqia+».