10/11/2025

Elezioni Veneto 2025. Intervista al candidato Benetti (FdI)

Fabio Benetti, classe 1988, imprenditore agricolo, è candidato alle elezioni regionali in Veneto con Fratelli d’Italia, nella circoscrizione di Rovigo. Già consigliere comunale di Rovigo e Consigliere Provinciale di Rovigo da un anno.

 

Perché ha deciso di impegnarsi in politica e quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?

«Sono nato e cresciuto in Polesine e da anni mi impegno nel territorio attraverso il lavoro e la promozione delle realtà locali. Ho scelto di impegnarmi in politica per difendere e valorizzare la nostra comunità, mettendo al centro la persona, la famiglia e il bene comune. I valori che mi guidano sono quelli che vivo ogni giorno nella mia vita privata e professionale: rispetto della vita, responsabilità, lavoro, solidarietà e radicamento nel territorio. Credo in una politica che ascolta, che tutela le famiglie, che sostiene chi è in difficoltà e che difende le nostre tradizioni e la nostra identità».

L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni hanno liberalizzato o vogliono farlo la pillola abortiva RU486. Quali strumenti ha a disposizione la Regione e quali proposte concrete sosterrà per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto? A tal proposito, pensa di replicare il buon esempio della Regione Piemonte che ha dato vita all’efficace Fondo “Vita Nascente”?

«La Regione può intervenire in modo decisivo sul sostegno alla maternità e alla genitorialità: potenziando i consultori familiari, offrendo aiuti economici immediati alle mamme in difficoltà, facilitando l’accesso alla casa e ai servizi per le giovani coppie e sostenendo chi sceglie di portare avanti la gravidanza. Sosterrò tutte le politiche che favoriscono la natalità e che offrono alternative concrete all’aborto, nel rispetto degli artt. 1 e 2 della legge 194. Ritengo molto positivo il modello del Fondo “Vita Nascente” della Regione Piemonte e mi impegnerò a proporre un’iniziativa analoga anche in Veneto, per garantire aiuti economici, materiali e psicologici immediati alle donne che affrontano una gravidanza difficile».

Il fine vita è un argomento d’attualità in tutta Italia e soprattutto in Veneto. Nel gennaio 2024 la sua regione si è resa protagonista in positivo per aver bloccato una legge dei radicali sul suicidio medicalmente assistito, ma poche settimane fa – ai primi di settembre – l’Asl di Venezia ha fatto una vergognosa e grave fuga in avanti deliberando una procedura dettagliata per come accedere e “usufruire” del suicidio medicalmente assistito. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletto, si impegna a bloccare simili processi nella sua regione e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative,  degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?

«Il tema del fine vita coinvolge direttamente la Regione, che ha il dovere di garantire cure, sostegno e dignità, non scorciatoie eutanasiche. Quanto accaduto all’ASL di Venezia è stato un grave errore: iniziative del genere vanno fermate con decisione perché non rientrano nelle competenze amministrative e mettono a rischio la tutela della vita. Se eletto, mi impegno a bloccare qualsiasi tentativo di introdurre o facilitare procedure di suicidio assistito e a potenziare ciò che veramente serve alle persone fragili: cure palliative, Hospice, assistenza domiciliare e servizi di prossimità per anziani, malati e famiglie. Credo che la risposta alla sofferenza non sia togliere la vita, ma garantire accompagnamento, presenza, sollievo e dignità fino all’ultimo istante».

In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?

«La famiglia è la cellula fondamentale della società perché è il primo luogo dove si custodiscono vita, affetti, responsabilità e solidarietà. Lo vedo anche nella mia storia personale: mia nonna, che oggi ha 96 anni, è assistita con dedizione da mia mamma e da mia zia nella sua casa. Nessuna struttura potrebbe sostituire l’amore e la cura che solo una famiglia sa dare. Per questo in Consiglio Regionale sosterrò misure concrete come il Fattore Famiglia regionale, che adegua tariffe e contributi in base alla reale situazione del nucleo, dando un sostegno maggiore alle famiglie numerose e a quelle che assistono anziani o persone con disabilità a domicilio. È un modo per riconoscere e aiutare chi ogni giorno si fa carico dei più fragili».

Sapeva che le associazioni LGBT o “trans-femministe” a livello regionale si fanno promotori di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcune Regioni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronto a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+?

«Sono pienamente consapevole che alcune associazioni promuovono pratiche e richieste che considero profondamente sbagliate, come l’utero in affitto, la carriera alias nelle scuole, la transizione di genere per minori e la richiesta di finanziamenti pubblici per iniziative ideologiche. Ritengo inaccettabile che simili proposte possano ricevere patrocini o fondi regionali. Per me la priorità è difendere la libertà educativa dei genitori e tutelare i minori da qualunque forma di propaganda che possa confondere o indebolire la loro crescita. Se eletto, mi impegno a non concedere finanziamenti né patrocini regionali a progetti che promuovono l’agenda LGBTQIA+ o l’ideologia gender, e a vigilare affinché nelle scuole non vengano introdotti programmi che escludono il ruolo delle famiglie nelle scelte educative più delicate. La Regione deve sostenere la famiglia, non ideologie che rischiano di danneggiare i bambini e la coesione sociale».

 

 

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