15/09/2025

Elezioni Valle d’Aosta 2025. Intervista al candidato Zampa (FdI)

Walter Zampa, 57 anni, sposato e con due figli, è candidato per Fratelli d’Italia alle elezioni Regionali in Valle d’Aosta che si terranno il 28 settembre 2025.

 

Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?

«Perché ho trovato in questo partito i principi di sovranità popolare, libertà, democrazia, giustizia, solidarietà sociale, merito ed equità fiscale, e si ispira a una visione spirituale della vita e ai valori della tradizione nazionale, liberale e popolare».

L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni hanno liberalizzato o vogliono farlo la pillola abortiva RU486. Quali strumenti ha a disposizione la Regione per fare la sua parte e quali proposte concrete sosterrà, se eletto/a, per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto?

«Anche la Valle D’Aosta sta affrontando un forte calo della natalità e, per invertire la decrescita, dovremo lavorare per aiutare le neo famiglie nel poter lavorare e allo stesso tempo riuscire a seguire i loro figli. Bonus economici ad ambedue i genitori che vogliono fare part time, implementare strutture nidi e asili, facilitando l’accesso non solo con l’ISEE, ma con seri confronti famiglia/amministrazione. L’alternativa all’aborto è possibile accompagnando le donne con un serio apporto psicologico ed economico in aiuto proprio alla mamma che deve essere consapevole di avere in grembo una vita».

Alcune Regioni stanno lavorando su leggi locali sul suicidio medicalmente assistito. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletto, si impegna a bloccare simili processi nella sua regione e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?

«E’ competenza dello Stato e la Regione deve obbligatoriamente aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice puntualmente creati per le persone in fin di vita, per l’assistenza dei nostri malati domiciliari che deve essere collegata a stretto giro con i medici di famiglia. Allo stesso modo bisogna riaprire le strutture già esistenti sul nostro territorio per anziani, nonni, fragili e malati».

In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?

«La famiglia deve essere aiutata in tutti i passaggi: matrimonio, casa, figli e lavoro. In Valle d’Aosta esistono già aiuti economici importanti, ma vanno implementati, con uffici in grado di poter seguire le nostre future famiglie che rappresentano la base e il principio della nostra società, formata da una donna e un uomo».

Sapeva che le associazioni LGBT o “trans-femministe” a livello regionale si fanno promotori di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcune Regioni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronto/a a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+?

«Il principio fondante del mio impegno politico sarà legato alla “normalizzazione” del concetto famiglia, come ci insegna Papa Leone. L’istruzione deve tornare alle origini e tutti i testi nel mondo scolastico devono essere rivisti e cancellati tutti quei concetti LGBT, che personalmente non riconosco e che, per principio, non devono essere nemmeno concepiti nel mondo della scuola».
 

 

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