Walter Musso, classe 1976, di professione ingegnere, è candidato per Fratelli d’Italia alle elezioni Regionali in Valle d’Aosta che si terranno il 28 settembre 2025. Vicepresidente APS Aosta dal 2010 al 2013, Consigliere Arer VDA dal 2013 al 2018, Consigliere Ordine Ingegneri Aosta dal 2016 ad oggi e segretario ordine ingegneri Aosta dal 2022, è alla sua prima esperienza in politica.
Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?
«Dopo una prima esperienza in Politica da dietro le quinte nel 2008 ed esperienze in enti pubblici e privati, oggi mi candido con Fratelli d’Italia, in un progetto che sostengo dal 2020 condividendone fin da subito la linea della Ns. presidente Giorgia Meloni. I valori che mi guidano sono rispetto, coerenza merito e famiglia, principi validi sia nella vita privata, sia in politica. Mi impegno perché mia figlia e i giovani possano avere le stesse opportunità che ho avuto io, e poter continuare a sognare il meglio per il loro futuro».
L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni hanno liberalizzato o vogliono farlo la pillola abortiva RU486. Quali strumenti ha a disposizione la Regione per fare la sua parte e quali proposte concrete sosterrà, se eletto/a, per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto?
«Credo che la Regione possa e debba intervenire a sostegno della vita nascente e della genitorialità, senza negare la libertà individuale, ma offrendo reali alternative all’aborto. Reputo si debbano proporre misure concrete come, ad esempio, sostegni economici alle famiglie, servizi di consulenza medica e psicologica, percorsi di accompagnamento alla maternità e alla paternità. Solo così possiamo contrastare il declino demografico e ridare fiducia ai giovani nel costruire un futuro familiare. Sono favorevole alla presenza delle associazioni pro-vita nei consultori inseriti n pianta stabile e strutturale».
Alcune Regioni stanno lavorando su leggi locali sul suicidio medicalmente assistito. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletto, si impegna a bloccare simili processi nella sua regione e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?
«Pur essendo un tema complesso, e di difficile approfondimento in poche righe, sono contrario a ogni forma di fine vita e ritengo che la Regione nel rispetto della propria autonomia, debba investire non nel suicidio assistito, ma nel sostegno alle persone e alle famiglie. Mi impegno a bloccare ogni tentativo di introdurre tali pratiche e a potenziare cure palliative, hospice e assistenza domiciliare ed alle famiglie anche riconoscendo permessi extra ai lavoratori coinvolti pubblici o privati. Ogni malato e anziano fragile deve sentirsi accompagnato, non abbandonato insieme alla propria famiglia: la dignità si difende garantendo cure, vicinanza e sostegno concreto».
In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?
«La famiglia è la prima comunità dove si cresce, ci si educa e ci si sostiene, ed è la vera cellula della società. Per me la famiglia ha sempre rappresentato un punto indiscusso di riferimento, ed ancora oggi lo è. Tante sono le misure necessarie al sostegno della Famiglia, ma alcune possono essere ad esempio un credito d’imposta regionale maggiorato per figli a carico, voucher per l’assistenza domiciliare e incentivi fiscali per le famiglie numerose. Intendo inoltre sostenere con sgravi dedicati chi si prende cura di disabili e anziani, affinché nessuno venga lasciato solo e i più fragili abbiano reale protezione ed assistenza».
Sapeva che le associazioni LGBT o “trans-femministe” a livello regionale si fanno promotori di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcune Regioni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronto/a a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+?
«Sono liberale nelle mie convinzioni e non critico nelle decisioni o preferenze altrui, ma credo fermamente che ai minori non debbano essere imposte ideologie. Sono contrario a carriera alias, utero in affitto e a ogni forma di propaganda LGBT+ nelle scuole o finanziata con soldi pubblici. La libertà educativa spetta ai genitori, non alla politica o alle associazioni. Mi impegno quindi a difendere questo diritto e a contrastare manifestazioni o iniziative che vadano contro la centralità della famiglia. Sono a favore della famiglia tradizionale».
