Andrea Fabrizio Manfrin, classe 1983, giornalista, è candidato alle elezioni regionali della Valle d’Aosta – che si terranno il 28 settembre 2025 – per la lista Lega Vallée D'Aoste. Nel 2015 è stato eletto nel Comune di Aosta e ha ricoperto la carica di consigliere di opposizione e vice capogruppo della Lega fino al 2018. Nel 2018 è stato eletto in Regione, ha ricoperto l'incarico di consigliere di opposizione e capogruppo della Lega, commissario della III e della V Commissione consiliare con competenza su Sanità, Salute, Politiche Sociali, Scuola, Sport, Edilizia residenziale pubblica, Agricoltura ed Ambiente. Nel 2020 è stato rieletto, sempre come consigliere di opposizione e ha ricoperto la carica di capogruppo Lega e commissario della V Commissione consiliare.
Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?
«Svolgo la professione di giornalista e nel mio lavoro ho toccato con mano, più volte, le difficoltà delle persone, ho documentato crisi sociali e necessità non soddisfatte delle famiglie ed ho deciso che non potevo rimanere a guardare. Denunciare sugli organi di informazione è utile, ma mettersi in gioco per cambiare le cose concretamente lo è di più. Da quando sono nato ho sentito un forte legame con la mia terra e con la fede, per mezzo dei simboli che contraddistinguono la nostra identità. Per questo motivo, tra le molte battaglie condotte, ricordo con piacere quelle a difesa delle nostre radici».
L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni hanno liberalizzato o vogliono farlo la pillola abortiva RU486. Quali strumenti ha a disposizione la Regione per fare la sua parte e quali proposte concrete sosterrà, se eletto/a, per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto?
«Come consigliere ho proposto di applicare, anche in Valle d'Aosta, la legge che istituisce il Fattore Famiglia, un istituto che ha permesso di rilanciare la natalità nei Comuni in cui è stato applicato. Quanto all’aborto è evidente che un intervento sulla mancata applicazione integrale della Legge 194, nella parte in cui da gli strumenti anche per evitare di perdere vite, è quanto mai necessaria ed urgente. In caso di elezione sosterrò ogni proposta possibile che vada nella direzione di promuovere la natalità e difendere la vita fin dal suo concepimento».
Alcune Regioni stanno lavorando su leggi locali sul suicidio medicalmente assistito. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletto, si impegna a bloccare simili processi nella sua regione e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?
«Una legge sul suicidio medicalmente assistito è già stata presentata nella nostra regione, ed è stata respinta grazie al nostro intervento, incentrato proprio sulla incompetenza della Regione su questioni che evidentemente toccano aspetti, come le norme penali sull'istigazione al suicidio. Mi impegno fin da ora ad implementare e sostenere con ogni mezzo le cure palliative, i servizi erogati dagli Hospice e l'implementazione dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati».
In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?
«La famiglia è la pietra angolare su cui si basa la nostra società, ed ogni tentativo di disgregarla è da considerare un attacco vero e proprio al nostro intero sistema sociale. Come già detto, nella legislatura 2020-2025 sono stato primo firmatario di una proposta di legge che avrebbe introdotto, per la prima volta in Valle d'Aosta, il Fattore Famiglia, ovvero un metodo di calcolo della situazione reddituale e patrimoniale che garantisce premialità per le famiglie, sia per quelle numerose, sia per quelle con disabili o anziani a carico».
Sapeva che le associazioni LGBT o “trans-femministe” a livello regionale si fanno promotori di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcune Regioni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronto/a a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+?
«Sì, sono consapevole di quanto perpetrato dalle associazioni Lgbt, al punto da aver condotto diverse iniziative contro i tentativi striscianti di intrufolarsi nelle scuole o negli uffici pubblici. La Lega, inoltre, ha promosso un ricorso, arrivato fino in Consiglio di Stato, contro il patrocinio al gay pride dato dal Comune di Aosta, con tanto di finanziamento. Se sarò eletto porterò a compimento ogni azione utile ad escludere associazioni politicizzate come quelle Lgbt da qualsiasi collaborazione con la pubblica amministrazione, garantendo ai nostri bambini la libertà da qualsivoglia indottrinamento».
