05/10/2025

Elezioni Toscana 2025. Intervista alla candidata Stefani (Lega)

Michela Stefani, classe 1972, docente di materie letterarie presso l’ITG Nottolini di Lucca, è candidata alle elezioni regionali in Toscana per la Lega nella circoscrizione di Lucca. E’ ricercatrice di materie letterarie press il centro studi recanatesi nelle Marche e all’Università degli studi di Oslo. E’ stata candidata alle elezioni regionali nel 2020 ottenendo 876 voti, la prima dei non eletti al comune di Lucca.

 

Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?

«Ho scelto di impegnarmi in politica con la Lega perché credo nei valori della concretezza, del rispetto delle tradizioni, della difesa della vita e della famiglia. Penso che la politica debba tornare ad ascoltare i cittadini, dare risposte reali e non ideologiche. Porto avanti il principio di responsabilità, lavoro e solidarietà verso i più fragile».

L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni – come di fatto la sua Toscana - hanno liberalizzato la pillola abortiva RU486, rendendola dunque accessibile anche al di fuori degli ospedali. Quali strumenti ha a disposizione la Regione e quali proposte concrete sosterrà per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto? A tal proposito, pensa di replicare il buon esempio della Regione Piemonte che ha dato vita all’efficace Fondo “Vita Nascente”?

«Il calo demografico è una sfida che la politica non può ignorare. Credo sia dovere della Regione sostenere concretamente le famiglie: incentivi economici per chi ha figli, potenziamento degli asili nido, agevolazioni per le mamme lavoratrici. Sono favorevole a replicare esperienze virtuose come il Fondo “Vita Nascente” del Piemonte, offrendo alternative concrete all’aborto e sostenendo le donne che desiderano portare avanti la gravidanza».

La Toscana è stata, purtroppo, la prima – e finora l’unica – a legiferare sul suicidio medicalmente assistito. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletto, si impegna ad abrogare tale legge, bloccare simili fughe in avanti e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?

«Il suicidio assistito non è competenza regionale e non può diventare scorciatoia di fronte alla sofferenza. Mi impegno ad abrogare questa legge e a rafforzare le cure palliative, i servizi domiciliari e gli hospice, affinché nessun malato, anziano o fragile sia lasciato solo. La dignità si tutela con la vicinanza e con cure adeguate, non accelerando la morte».

In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?

«La famiglia è la prima comunità dove si nasce, si cresce e si impara la solidarietà. È la vera cellula della società e va sostenuta con misure concrete: ad esempio, riduzione delle tasse regionali per le famiglie numerose, sostegni mirati per chi ha disabili o anziani a carico, e potenziamento dei servizi sociali e sanitari domiciliari. Più famiglia significa più futuro per la Toscana».

Spesso le associazioni LGBT o “trans-femministe” si fanno promotori – a volte anche con patrocini e finanziamenti pubblici – di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere per minori. E proprio su questo ultimo punto la Toscana ha vissuto l’inchiesta ministeriale che ha coinvolto l’Ospedale Careggi, che si occupa di disforia di genere. Che ne pensa? È pronto/a a difendere la libertà educativa dei genitori, a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+? È pronto a contrastare – come stanno già facendo alcuni Paesi del Nord Europa – il cosiddetto “approccio affermativo” per scongiurare qualsiasi possibile futura deriva sul tema della transizione di genere?

«La libertà educativa dei genitori è un principio fondamentale. Sono contraria a ogni forma di indottrinamento ideologico nelle scuole e alla propaganda che mina l’identità dei più giovani. Mi opporrò a derive come carriera alias o transizioni di genere per minori. Voglio una Toscana che difenda i bambini e le famiglie, senza cedere a mode pericolose ma seguendo l’esempio dei Paesi che hanno già fermato l’“approccio affermativo”».

 

 

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