Silvia Pellegrini, classe1973, imprenditrice, già Consigliere Sezione Provinciale Lega Pistoia e Responsabile organizzativo e già candidata in due tornate amministrative alle comunali di Agliana (Pt) e Pistoia. E’ candidata alle elezioni regionali in Toscana per la Lega, nella circoscrizione di Pistoia.
Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?
«Il mio impegno in politica si riferisce alla difesa di valori fondanti della nostra Società: dunque famiglia, tradizioni, identità, sicurezza, meritocrazia»
L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni – come di fatto la sua Toscana - hanno liberalizzato la pillola abortiva RU486, rendendola dunque accessibile anche al di fuori degli ospedali. Quali strumenti ha a disposizione la Regione e quali proposte concrete sosterrà per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto? A tal proposito, pensa di replicare il buon esempio della Regione Piemonte che ha dato vita all’efficace Fondo “Vita Nascente”?
«E’ indispensabile offrire sostegno sia morale sia psicologico sia economico a future mamme che possano pensare di togliere la possibilità al loro bimbo/a di nascere. Essere genitori è il “mestiere” più difficile del mondo e in tutti i modi i genitori – e futuri tali – andranno sostenuti e da un punto di vista economico e da un punto di vista morale/formativo dopo i disastri causati dal “sessantottismo” che ha disgregato la struttura familiare togliendo – di fatto – punti di riferimento fondamentali ai figli. Sono inoltre d’accordo a replicare l’esempio del “Fondo Vita nascente”».
La Toscana è stata, purtroppo, la prima – e finora l’unica – a legiferare sul suicidio medicalmente assistito. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletto, si impegna ad abrogare tale legge, bloccare simili fughe in avanti e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?
«Trovo assolutamente aberrante che in uno Stato di diritto una Regione ad esso appartenente possa legiferare – ponendo tra l’altro in difficoltà estrema medici e paramedici – a favore della morte e non del sostegno alla vita. Chi è malato grave e/o terminale ha diritto ad essere assistito in ogni maniera e lenito dal dolore. Il mio impegno per abrogare tale legge è assoluto come l’impegno di trovare nel Bilancio regionale i fondi necessari al sostegno dei malati e delle famiglie che li assistono ed è esplicitamente scritto nel mio programma».
In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?
«La famiglia è assolutamente il nucleo fondante della nostra Società. Da essa si diparte la procreazione e l’educazione dei figli. Nel mio programma è testualmente riportato che mi impegnerò in Regione per lo stanziamento di fondi atti a sostenere economicamente le famiglie per favorire la scolarizzazione e preparazione dei figli. Inoltre nel programma prevedo il sostegno economico – deburocratizzato – per le famiglie che assistono anziani e disabili».
Spesso le associazioni LGBT o “trans-femministe” si fanno promotori – a volte anche con patrocini e finanziamenti pubblici – di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere per minori. E proprio su questo ultimo punto la Toscana ha vissuto l’inchiesta ministeriale che ha coinvolto l’Ospedale Careggi, che si occupa di disforia di genere. Che ne pensa? È pronto/a a difendere la libertà educativa dei genitori, a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+? E’ pronto a contrastare – come stanno già facendo alcuni Paesi del Nord Europa – il cosiddetto “approccio affermativo” per scongiurare qualsiasi possibile futura deriva sul tema della transizione di genere?
«Altra aberrazione contro la quale non retrocederò di un millimetro. Ogni propaganda – o peggio – tentativo di inserimento in programmi scolastici ed “educativi” di false teorie “gender” mi vedrà sulle barricate. I genitori devono essere non solo liberi di rifiutare simili devianze per i propri figlioli, ma – al contrario – credo sia assolutamente opportuno che i programmi scolastici siano incentrati sulla “verità della natura” e non su teorie fatte per accontentare minoranze rumorose».
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