04/10/2025

Elezioni Toscana 2025. Intervista alla candidata Casentini (Lega)

Cecilia Casentini, fisioterapista laureata presso l’università di Firenze nel 1991, dal 1993 è dipendente del Servizio Sanitario Regionale, da molti anni lavora a Prato, dove si occupa di Riabilitazione dell’adulto e del percorso di Attività Fisica Adattata. E’ candidata alle elezioni regionali in Toscana per la Lega (in quota Popolo della Famiglia), nella la circoscrizione di Prato.

 

Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?

«Ho deciso di candidarmi, di metterci la faccia, il tempo e le energie, per mettermi a disposizione di tutti quei cittadini della città di Prato che vogliono cambiare la direzione che ha preso la nostra città di Prato e questa nostra amata e bellissima Regione Toscana, per affermare con forza quei principi fondamentali di realtà sui quali si basa ogni civiltà che può definirsi libera e attenta ai bisogni dei propri cittadini. Il Popolo della Famiglia da sempre si occupa e difende natalità, famiglia, anziani, disabili, infanzia e tutto quanto collegato (scuola, lavoro, casa, ecc.)».

L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni – come di fatto la sua Toscana - hanno liberalizzato la pillola abortiva RU486, rendendola dunque accessibile anche al di fuori degli ospedali. Quali strumenti ha a disposizione la Regione e quali proposte concrete sosterrà per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto? A tal proposito, pensa di replicare il buon esempio della Regione Piemonte che ha dato vita all’efficace Fondo “Vita Nascente”?

«Sì, da molti anni tutti parlano di inverno demografico, ma nessuna forza politica ha finora affrontato e cercato di risolvere questo problema, neanche in Toscana. Anzi liberalizzando la pillola abortiva RU486, lasciando che il battage mediatico definisca l’aborto un “diritto” delle donne, ed altre amenità, ha preso proprio la direzione opposta. Le proposte storiche e sempre attuali del Popolo della Famiglia e ora anche della Lega Toscana sono quelle di sostegno economico diretto alla maternità (come il reddito di maternità) per favorire la natalità, l’aiuto alle famiglie numerose e  alla nascita di nuove famiglie e anche l’elaborazione di meccanismi di fiscalità familiare (come il quoziente familiare) che supportino anche la gestione delle famiglie con persone portatrici di handicap e/o anziani non autosufficienti (ambiti nei quali le famiglie spesso sono lasciate sempre più sole in Toscana). Sicuramente approfondiremo le caratteristiche del “Fondo Vita Nascente” del Piemonte, ma il Popolo della Famiglia ha già il proprio progetto».

La Toscana è stata, purtroppo, la prima – e finora l’unica – a legiferare sul suicidio medicalmente assistito. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletto, si impegna ad abrogare tale legge, bloccare simili fughe in avanti e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?

«Anche sui temi del fine vita, da sempre il Popolo della Famiglia si batte contro la cultura della morte e dello scarto che purtroppo va tanto di moda, non solo in Toscana, purtroppo. Tutto ciò che riguarda il suicidio assistito è irricevibile non solo a livello regionale per “abuso di competenze”, ma anche a livello statale: sarebbe un “mostro giuridico” in quanto il bene-vita non è un bene disponibile ed è un bene di per sé. Il Popolo della famiglia pensa da tempo a servizi anche domiciliari, a strutture anche organizzative per supportare e sostenere il fine vita della persona e dei familiari. In Toscana esistono già associazioni che curano gratuitamente pazienti oncologici a domicilio con grande competenza e umanità, ma che vanno senz’altro sostenute e agevolate con patrocini e sovvenzioni».

In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?

«Le società di tutto il mondo sono costituite da famiglie, più o meno grandi, ma da famiglie. Non è mai esistita una società di single! E per il PdF la definizione di famiglia è: società naturale fondata sul matrimonio di uomo e donna. Come già detto, le proposte concrete saranno: reddito di maternità  (ne può usufruire il padre), quoziente familiare, ma anche previsione di agevolazioni su orari di lavoro per genitori con figli piccoli (vedi turnisti e lavoratori/lavoratrici a giornata) in modo da semplificare la gestione dei figli se non interessa il reddito di maternità. Il quoziente familiare viene applicato anche in caso di portatori di handicap e/o nelle famiglie con anziani non autosufficienti».

Spesso le associazioni LGBT o “trans-femministe” si fanno promotori – a volte anche con patrocini e finanziamenti pubblici – di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere per minori. E proprio su questo ultimo punto la Toscana ha vissuto l’inchiesta ministeriale che ha coinvolto l’Ospedale Careggi, che si occupa di disforia di genere. Che ne pensa? È pronto/a a difendere la libertà educativa dei genitori, a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+? E’ pronto a contrastare – come stanno già facendo alcuni Paesi del Nord Europa – il cosiddetto “approccio affermativo” per scongiurare qualsiasi possibile futura deriva sul tema della transizione di genere?

«La libertà educativa è un altro storico cavallo di battaglia del PdF: i genitori devono avere la possibilità di iscrivere i propri figli alla scuola che preferiscono, anche alla paritaria, usufruendo del buono scuola in caso di bisogno. Quello scolastico è un ambito da attenzionare perché attualmente sembra diventato un luogo di violenza e prevaricazione dei bambini e adolescenti in cui, invece di insegnare materie curriculari, si procede ad una sorta di “rieducazione” ideologica disumanizzante come ideologia gender e trans-gender, LGBT, et similia. Spesso anche all’insaputa dei genitori e magari con finanziamenti e/o patrocini della Regione Toscana o Enti Pubblici. Anche su questo argomento saremo intransigenti».

 

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