10/10/2025

Elezioni Toscana 2025. Intervista alla candidata Capecchi (FdI)

Francesca Capecchi, classe 1991, docente di ruolo della scuola secondaria di primo grado. E’ candidata alle elezioni regionali in Toscana, con Fratelli d’Italia, nella circoscrizione di Pistoia.

 

Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?

«Ho deciso di impegnarmi in politica per rendere un servizio alla comunità nella quale vivo e per poter prendere parte attiva alle decisioni per lo sviluppo della società pistoiese. Io provengo da una famiglia di estrazione cattolica e ho sempre condiviso quei valori insieme a quelli politici del centro destra».

L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni – come di fatto la sua Toscana - hanno liberalizzato la pillola abortiva RU486, rendendola dunque accessibile anche al di fuori degli ospedali. Quali strumenti ha a disposizione la Regione e quali proposte concrete sosterrà per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto? A tal proposito, pensa di replicare il buon esempio della Regione Piemonte che ha dato vita all’efficace Fondo “Vita Nascente”?

«Credo che dobbiamo sostenere le giovani famiglie con programmi concreti per lo sviluppo del lavoro e la garanzia di una casa; parallelamente, attraverso consultori e enti del terzo settore, sostenere le madri e accompagnarle durante il percorso della gravidanza sia da un punto di vista sanitario, che sociale e psicologico».

La Toscana è stata, purtroppo, la prima – e finora l’unica – a legiferare sul suicidio medicalmente assistito. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletto, si impegna ad abrogare tale legge, bloccare simili fughe in avanti e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?

«Mi impegnerò per sostenere le cure palliative, l’assistenza domiciliare e gli hospice».

In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?

«La famiglia è il pilastro su cui si basa la società e va tutelata. Dobbiamo implementare le misure per quanto riguarda gli asili nido gratuiti e costruire un piano casa per le famiglie in difficoltà».

Spesso le associazioni LGBT o “trans-femministe” si fanno promotori – a volte anche con patrocini e finanziamenti pubblici – di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere per minori. E proprio su questo ultimo punto la Toscana ha vissuto l’inchiesta ministeriale che ha coinvolto l’Ospedale Careggi, che si occupa di disforia di genere. Che ne pensa? È pronto/a a difendere la libertà educativa dei genitori, a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+? E’ pronto a contrastare – come stanno già facendo alcuni Paesi del Nord Europa – il cosiddetto “approccio affermativo” per scongiurare qualsiasi possibile futura deriva sul tema della transizione di genere?

«Si, mi impegnerò per difendere la libertà educativa dei genitori».

 

 

 

 

 

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