Tommaso Villa, classe 1976, è responsabile vendite online ed è candidato alle elezioni in Toscana per la Lega, nella Circoscrizione Firenze 1. Attualmente è responsabile organizzazione della Lega di Firenze e in passato è stato coordinatore regionale di Forza Italia e consigliere regionale dal 2010 al 2015.
Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?
«Ho deciso di fare politica per mettermi al servizio delle persome comuni che non si sentono rappresentate da un mondo che cambia, ma senza una vera direzione. Un mondo che va dietro alle mode di Hollywood, ma è lontano da chi lavora duramente per mandare i propri figli all’università. Io sono al servizio di chi crede in un futuro migliore, guardando alle nostre radici e non dal pride. Oggi sono in Lega perché Salvini e Vannacci sono la scelta migliore per la nostra Patria e il nostro territorio. I valori che mi animano sono la libertà, la famiglia tradizionalee e la sicurezza».
L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni – come di fatto la sua Toscana - hanno liberalizzato la pillola abortiva RU486, rendendola dunque accessibile anche al di fuori degli ospedali. Quali strumenti ha a disposizione la Regione e quali proposte concrete sosterrà per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto? A tal proposito, pensa di replicare il buon esempio della Regione Piemonte che ha dato vita all’efficace Fondo “Vita Nascente”?
«la Regione può benissimo bloccare ed abolire la legge con cui hanno liberalizzato la pillola abortiva RU486. Per quanto riguarda il Fondo “vita nascente”, dico sinceramente che i nostri colleghi hanno fatto veramente un ottimo lavoto. Da noi capita troppo spesso che se abbiamo avuto qualche barlume di speranza con delle politiche a favore delle famiglie, alla fine si trattava solo di marchette elettorali, e non progetti strutturali a beneficio delle persone e di chi ne ha veramente bisogno. Quindi, se sarò eletto in consiglio regionale, farò il possibile per dare alternative all’aborto».
La Toscana è stata, purtroppo, la prima – e finora l’unica – a legiferare sul suicidio medicalmente assistito. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletto, si impegna ad abrogare tale legge, bloccare simili fughe in avanti e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?
«Che sia ben chiaro, non è un tema della regione, ma è un tema nazionale e il nostro governo nazionale ha subito preso dei sacrosanti provvedimenti per bloccare quanto prima questa operazione scellerata. Io personalmente ho avuto l’esperienza personale di mia mamma che a causa di una grossa malattia mi ha fatto riflettere, e in quel momento avrei potuto pensare anche ad una soluzione più di sinistra, ma mi fa ribrezzo pensare che l’attuale legge regionale sia stata scritta solo per dare una concessione, da parte del presidente uscente, per avere l’appoggio delle forze più rosse».
In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?
«La famiglia è la base di tutto. Senza famiglie forti non c’è futuro, non c’è sicurezza, non c’è nazione. Io lo dico chiaro: chi cresce figli o si prende cura di disabili e anziani fa il lavoro più importante e deve essere premiato, non tassato. Per questo proporrò forti sconti sull’Irpef regionale alle famiglie numerose e a chi assiste i più fragili. Prima le famiglie, prima i nostri valori, prima la nostra comunità».
Spesso le associazioni LGBT o “trans-femministe” si fanno promotori – a volte anche con patrocini e finanziamenti pubblici – di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere per minori. E proprio su questo ultimo punto la Toscana ha vissuto l’inchiesta ministeriale che ha coinvolto l’Ospedale Careggi, che si occupa di disforia di genere. Che ne pensa? È pronto/a a difendere la libertà educativa dei genitori, a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+? E’ pronto a contrastare – come stanno già facendo alcuni Paesi del Nord Europa – il cosiddetto “approccio affermativo” per scongiurare qualsiasi possibile futura deriva sul tema della transizione di genere?
«E’disgustoso che si possa inserire nelle scuole la propaganda “Lgbtxyz+-x” che io chiamerei di più lavaggio del cervello a ragazzi e ragazze che spesso sono anche bambini. Parto dal dire che i sessi sono solo quelli biologici e non li possiamo cambiare in base a come ci alziamo la mattina. Sono pronto a difendere la libertà educativa dei genitori e a dire no a carriera alias, no a utero in affitto, no a transizioni per minori. La Toscana non sarà mai laboratorio di follie ideologiche. Prima i bambini, prima la famiglia, prima la verità».
