Maurizio Nerini, nato a Pisa il 3 febbraio 1963, assistente tecnico di scuola superiore, è candidato alle elezioni regionali in Toscana per Fratelli d’Italia, nella circoscrizione di Pisa. E’ attualmente capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio Comunale a Pisa, dove è presente politicamente da dodici anni.
Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?
«Perché fare politica è l'atto d'amore più grande che puoi fare perla tua città e la tua gente. I miei valori sono da sempre l'onestà, il rispetto delle leggi e delle persone e nello specifico nelle tradizioni e nella nostra identità spesso calpestata».
L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni – come di fatto la sua Toscana - hanno liberalizzato la pillola abortiva RU486, rendendola dunque accessibile anche al di fuori degli ospedali. Quali strumenti ha a disposizione la Regione e quali proposte concrete sosterrà per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto? A tal proposito, pensa di replicare il buon esempio della Regione Piemonte che ha dato vita all’efficace Fondo “Vita Nascente”?
«La Regione ha tantissimi strumenti in merito, ma per l'ideologia che pervade ogni atto approvato, non ne fa uso. C'è da scardinare questo sistema perverso soprattutto con il buon senso. Da neo nonno credo che un progetto come quello piemontese sia da replicare in una Toscana liberata dall'ideologia. Non è vero che i soldi non ci sono, vengono spesi per altro».
La Toscana è stata, purtroppo, la prima – e finora l’unica – a legiferare sul suicidio medicalmente assistito. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletto, si impegna ad abrogare tale legge, bloccare simili fughe in avanti e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?
«Non credo proprio che sia un tema di competenza regionale, legge assurda da abrogare e destinare quanti più fondi alle altre iniziative pro life di cui ho già parlato».
In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?
«Vedo, anche da operatore scolastico da quasi 40 anni, che dove la famiglia viene meno sorgono grossissimi problemi. L'esperienza maturata in Consiglio Comunale a Pisa, dove ci dicevano che i “bonus” di vario genere per le famiglie non erano attuabili, ci rappresenta che non solo lo erano, ma che non venivano attuati per scelte ideologiche e che invece possono diventare da “bonus” a incentivi strutturali nel bilancio della Regione, che sperpera tanti miliardi».
Spesso le associazioni LGBT o “trans-femministe” si fanno promotori – a volte anche con patrocini e finanziamenti pubblici – di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere per minori. E proprio su questo ultimo punto la Toscana ha vissuto l’inchiesta ministeriale che ha coinvolto l’Ospedale Careggi, che si occupa di disforia di genere. Che ne pensa? È pronto/a a difendere la libertà educativa dei genitori, a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+? E’ pronto a contrastare – come stanno già facendo alcuni Paesi del Nord Europa – il cosiddetto “approccio affermativo” per scongiurare qualsiasi possibile futura deriva sul tema della transizione di genere?
«Penso che anche queste siano materie non di competenza di una Regione, che sia una follia propagandare tali assurdità. Ho già combattuto in prima linea per gli sprechi derivati dal voler cambiare i nomi istituzionali declinandoli anche al femminile. Trovo assurde anche le “quote rosa” in politica, che risultano offensive per le stesse donne e non servono se pensiamo che nel mio partito la Presidente è donna e che qui a Pisa ci sono più donne e che uomini nel gruppo consiliare che ho l'onore di guidare. Penso che i bambini vadano tutelati, i genitori sono da difendere nelle loro scelte sull'educazione e che si fanno danni enormi a voler interferire».
