08/10/2025

Elezioni Toscana 2025. Intervista al candidato Mugnai (È ora! Tomasi Presidente)

Massimo Mugnai, classe 1972, insegnante IRC e consigliere comunale di Terranuova Bracciolini (Arezzo) è candidato alle elezioni regionali in Toscana per la lista civica “È ora! Tomasi Presidente” nella circoscrizione di Arezzo.

 

Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?

«La mia decisione di impegnarmi in politica nasce direttamente dalla mia vocazione di insegnante e dai valori profondi che guidano la mia vita. Come insegnante di religione, ho il privilegio di educare i giovani al rispetto della dignità di ogni persona, dal suo concepimento fino alla fine naturale. Questo principio per me non è solo un concetto da trasmettere in aula, ma un imperativo morale da difendere nella società. I valori che mi animano sono quelli della sacralità della vita e della centralità della famiglia, pilastro fondamentale della nostra comunità. Credo fermamente che ogni individuo abbia un valore inestimabile e che la famiglia sia il luogo primario dove si impara l'amore, la solidarietà e il rispetto. Questi stessi valori, che vivo quotidianamente nella mia vita privata e professionale, sono la ragione del mio impegno politico. Ho scelto di candidarmi con lo slogan “Servire la persona, sostenere la famiglia” perché desidero portare nelle istituzioni una voce chiara e coerente, che lavori per tutelare i più vulnerabili e per promuovere politiche che sostengano concretamente la famiglia, riconoscendone il ruolo insostituibile per il futuro della nostra società».

L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni – come di fatto la sua Toscana - hanno liberalizzato la pillola abortiva RU486, rendendola dunque accessibile anche al di fuori degli ospedali. Quali strumenti ha a disposizione la Regione e quali proposte concrete sosterrà per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto? A tal proposito, pensa di replicare il buon esempio della Regione Piemonte che ha dato vita all’efficace Fondo “Vita Nascente”?

«Il drammatico calo demografico che affligge l'Italia, e in particolare la Toscana, è una delle sfide più urgenti per il nostro futuro. È un segnale che ci impone di agire con coraggio per rimettere al centro la famiglia e la vita nascente. La scelta di liberalizzare la somministrazione della pillola RU486, permettendone l'uso al di fuori delle strutture ospedaliere, va purtroppo nella direzione opposta: banalizza un dramma come l'aborto e lascia la donna ancora più sola di fronte a una decisione difficile. La Regione ha strumenti potenti per invertire questa tendenza. Non possiamo limitarci a gestire l'esistente; dobbiamo creare una vera e propria cultura dell'accoglienza della vita. Le mie proposte concrete si muovono su due binari. Il primo è il sostegno attivo alla maternità e alla natalità: dobbiamo agire sulle cause economiche e sociali che spesso rendono la scelta di avere un figlio un ostacolo insormontabile. Propongo di istituire un “Assegno Regionale per la Natalità” fin dai primi mesi di gravidanza e di potenziare i servizi per la prima infanzia, come gli asili nido, garantendo tariffe accessibili e maggiore flessibilità. È fondamentale anche sostenere le giovani coppie con politiche abitative dedicate e aiuti concreti per le madri lavoratrici, affinché non debbano mai trovarsi a scegliere tra carriera e famiglia. Dopodiché l’altra direttrice è di garantire una vera alternativa all'aborto: la Legge 194, spesso citata solo per la parte sull'interruzione di gravidanza, parla chiaramente di 'tutela sociale della maternità' e della necessità di 'rimuovere le cause che la potrebbero indurre all'aborto'. Questo è il principio che dobbiamo applicare con forza. L'esempio del Fondo 'Vita Nascente' della Regione Piemonte è un modello virtuoso e assolutamente da replicare. Mi impegnerò con tutte le mie forze per istituire un fondo simile anche in Toscana. L'obiettivo è chiaro: offrire a ogni donna in difficoltà un sostegno economico, psicologico e materiale concreto, che le permetta di portare a termine la gravidanza con serenità, sapendo di non essere sola. Finanziare i consultori e le associazioni che offrono questo tipo di supporto è un dovere morale e un investimento sul futuro della nostra comunità. La vera libertà di scelta si ha solo quando esistono alternative reali. Il mio impegno sarà quello di costruire una Toscana dove accogliere una nuova vita sia una gioia sostenuta da tutta la comunità, e non un problema da affrontare in solitudine».

La Toscana è stata, purtroppo, la prima – e finora l’unica – a legiferare sul suicidio medicalmente assistito. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletto, si impegna ad abrogare tale legge, bloccare simili fughe in avanti e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dellassistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?

«Sì, questo tema è una priorità assoluta e mi impegnerò senza riserve per un cambio di rotta. Prima di tutto, credo fermamente che decisioni etiche così profonde come quelle sul fine vita non debbano essere di competenza regionale. Temi di questa portata, che toccano i principi fondamentali della nostra Costituzione e la dignità stessa della persona, devono essere trattati a livello nazionale, con un dibattito ampio e approfondito, non attraverso fughe in avanti di singole Regioni che creano una dolorosa disuguaglianza tra cittadini. La legge toscana sul suicidio medicalmente assistito è un precedente gravissimo che mina il principio di indisponibilità della vita umana. Se sarò eletto, il mio primo impegno su questo fronte sarà quello di lavorare per l'abrogazione di questa legge regionale. Al posto di una cultura dello "scarto", che offre la morte come unica soluzione alla sofferenza, voglio promuovere una cultura della cura, che si fa carico del dolore e accompagna la persona fino alla fine con dignità».

In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico

«Affermare che la famiglia è la "cellula fondamentale della società" non è uno slogan, ma la constatazione di una realtà. È nella famiglia, fondata sull'unione stabile tra un uomo e una donna e aperta alla vita, che impariamo le basi della convivenza: il rispetto, la gratuità, il perdono, la responsabilità e la solidarietà tra le generazioni. La famiglia è il primo luogo dove ci si prende cura dei più fragili, dai bambini ai nonni, passando per chi vive una disabilità. È la prima rete di sicurezza sociale, capace di assorbire gli urti della vita e di generare capitale umano e sociale, ben prima che intervenga lo Stato. Senza famiglie sane e forti, l'intera società si indebolisce, diventa più individualista e meno capace di futuro. Riconoscere questo ruolo non significa sminuire altre forme di convivenza, ma dare il giusto valore a quell'istituzione unica che genera e educa le nuove generazioni, garantendo la continuità stessa della nostra comunità. Per tradurre questo principio in azione, la misura più equa ed efficace che mi impegno a presentare in Consiglio Regionale è l'introduzione del "Fattore Famiglia" per l'accesso a tutti i servizi e le tariffe regionali».

Spesso le associazioni LGBT o “trans-femministe” si fanno promotori – a volte anche con patrocini e finanziamenti pubblici – di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere per minori. E proprio su questo ultimo punto la Toscana ha vissuto l’inchiesta ministeriale che ha coinvolto l’Ospedale Careggi, che si occupa di disforia di genere. Che ne pensa? È pronto/a a difendere la libertà educativa dei genitori, a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+? E’ pronto a contrastare – come stanno già facendo alcuni Paesi del Nord Europa – il cosiddetto “approccio affermativo” per scongiurare qualsiasi possibile futura deriva sul tema della transizione di genere?

«Credo fermamente nel primato educativo della famiglia. Sono i genitori, non lo Stato né le associazioni, i primi e principali responsabili dell'educazione dei propri figli. Le istituzioni, a partire dalla scuola e dalla sanità, devono essere alleate della famiglia, non entità che la scavalcano o la contraddicono, imponendo visioni del mondo e dell'affettività che non sono condivise. Le cosiddette "carriere alias" nelle scuole, così come i progetti educativi su affettività e identità di genere portati avanti da associazioni militanti, rappresentano una grave violazione di questo principio. Un bambino o un adolescente che vive un disagio va ascoltato e aiutato con delicatezza, non "etichettato" con soluzioni che possono avviare percorsi irreversibili. La scuola ha il dovere di essere un luogo di istruzione e di crescita culturale, non un laboratorio per esperimenti sociali sulla pelle dei nostri figli. Il caso dell'Ospedale Careggi di Firenze è emblematico di una deriva pericolosissima. L'inchiesta ministeriale ha acceso i riflettori su protocolli che, stando a quanto emerso, avrebbero facilitato l'accesso a farmaci che bloccano la pubertà per minori, con leggerezza e senza un adeguato supporto psicologico e un pieno coinvolgimento dei genitori. Questo è inaccettabile. Somministrare farmaci con pesanti effetti collaterali, che bloccano lo sviluppo naturale di un bambino, non è una "cura", ma un salto nel buio che può compromettere per sempre la sua salute psico-fisica. Su questo tema va applicato il principio di massima precauzione».

 

Questo articolo e tutte le attività di Pro Vita & Famiglia sono possibili solo grazie all'aiuto di chi ha a cuore la Vita, la Famiglia e la sana Educazione dei giovani. Per favore sostieni la nostra missione: fai ora una donazione a Pro Vita & Famiglia tramite Carta o Paypal oppure con bonifico bancario o bollettino postale. Aiutaci anche con il tuo 5 per mille: nella dichiarazione dei redditi firma e scrivi il codice fiscale 94040860226.