07/10/2025

Elezioni Toscana 2025. Intervista al candidato Giannini (FdI)

Michele Giannini, classe 1973, Luogotenente della Guardia di Finanza e laureato in Economia e Commercio e Scienze Politiche, è candidato alle elezioni regionali in Toscana con Fratelli d’Italia, nella circoscrizione di Lucca. Negli anni ha ricoperto incarichi come amministratore locale e ha guidato progetti a sostegno dei cittadini, dimostrando sempre grande attenzione ai bisogni concreti delle famiglie e delle persone più fragili.

 

Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?

«Ho deciso di impegnarmi in politica perché da sempre nutro questa passione.  La mia esperienza amministrativa inizia nel 1999 e dal 2004 ricopro il ruolo di Sindaco, eletto per ben cinque volte consecutive. Questa lunga esperienza mi ha insegnato che amministrare significa soprattutto mettersi al servizio degli altri, con particolare attenzione a chi è più fragile e svantaggiato. Per me la politica non è mai stata un esercizio di potere, ma un modo per migliorare la qualità della vita delle persone, soprattutto di quelle che hanno meno risorse e meno possibilità».

L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni – come di fatto la sua Toscana - hanno liberalizzato la pillola abortiva RU486, rendendola dunque accessibile anche al di fuori degli ospedali. Quali strumenti ha a disposizione la Regione e quali proposte concrete sosterrà per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto? A tal proposito, pensa di replicare il buon esempio della Regione Piemonte che ha dato vita all’efficace Fondo “Vita Nascente”?

«Uno dei temi fondamentali è il sostegno alla vita nascente e alla genitorialità. La Regione può fare molto per accompagnare le famiglie, in particolare le giovani coppie che scelgono di avere figli. Servono più asili nido, più servizi di trasporto e costi ridotti per le famiglie, così da rendere la genitorialità un percorso meno gravoso. Penso anche a contributi economici legati all’ISEE, che possano trasformarsi in buoni acquisto per i beni destinati ai bambini, oltre che a sgravi fiscali più consistenti per le famiglie numerose. Sono convinto che se le istituzioni sostengono concretamente i genitori, non solo si migliora la qualità della vita delle famiglie, ma si favorisce anche la natalità».

La Toscana è stata, purtroppo, la prima – e finora l’unica – a legiferare sul suicidio medicalmente assistito. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletto, si impegna ad abrogare tale legge, bloccare simili fughe in avanti e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative,  degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?

«Ritengo che la regolamentazione in materia non sia competenza delle Regioni e che spesso si sia assistito a fughe in avanti dettate da interessi politici piuttosto che dal bene delle persone. Credo invece che si debba investire con forza nelle cure palliative e nell’assistenza a domicilio per anziani e malati fragili. Dare dignità e qualità alla vita, anche nella fase terminale, significa alleviare la sofferenza e ridurre quel senso di solitudine che può spingere qualcuno a desiderare di interrompere la propria esistenza. È lì che si gioca la vera differenza di umanità».

In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?

«Per quanto riguarda la famiglia, ritengo sia la cellula fondamentale della nostra società e che vada tutelata in modo concreto. Troppo spesso gli strumenti utilizzati, come l’ISEE, non rispecchiano la realtà di molte famiglie, in particolare quelle numerose o con persone disabili, e finiscono per penalizzarle. Occorre intervenire per rendere questi indicatori più equi, destinando maggiori risorse e prevedendo agevolazioni sugli affitti, oltre a misure che possano facilitare la conciliazione tra lavoro e vita familiare. La famiglia è il primo luogo in cui nascono solidarietà, cura e responsabilità, ed è dovere delle istituzioni sostenerla».

Spesso le associazioni LGBT o “trans-femministe” si fanno promotori – a volte anche con patrocini e finanziamenti pubblici – di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere per minori. E proprio su questo ultimo punto la Toscana ha vissuto l’inchiesta ministeriale che ha coinvolto l’Ospedale Careggi, che si occupa di disforia di genere. Che ne pensa? È pronto/a a difendere la libertà educativa dei genitori, a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+? E’ pronto a contrastare – come stanno già facendo alcuni Paesi del Nord Europa – il cosiddetto “approccio affermativo” per scongiurare qualsiasi possibile futura deriva sul tema della transizione di genere?

«Un punto per me molto importante riguarda la libertà educativa. Sono contrario a ogni forma di indottrinamento ideologico nelle scuole e credo che la crescita dei bambini debba essere accompagnata con equilibrio e rispetto, senza imporre visioni che non appartengono a tutti. In particolare, non condivido l’approccio affermativo che propone percorsi di transizione di genere per minori che non hanno ancora la maturità necessaria per comprendere fino in fondo la propria identità sessuale. Allo stesso modo, ritengo scorretto che nelle scuole si promuovano contenuti propagandistici legati a ideologie di vario tipo, mentre la tradizione cristiana, che ha fatto parte della nostra storia e cultura, viene sempre più marginalizzata».

 

 

 

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