Alessandro Emanuele Draghi, impiegato pubblico e vice presidente del consiglio comunale di Firenze, è candidato alle elezioni regionali in Toscana, per Fratelli d’Italia, nella circoscrizione di Firenze 1.
Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?
«Mi sono avvicinato alla politica ai tempi del Liceo classico, iniziando la mia esperienza nel movimento giovanile di Alleanza Nazionale, al fianco di Giorgia Meloni. Nel 2009 sono stato eletto consigliere del Quartiere 2. Con la nascita di Fratelli d’Italia, che ho contribuito a fondare dal primo giorno, ho ricoperto incarichi ad ogni livello, entrando a far parte dell’Assemblea Nazionale del partito. Dal 2019 sono consigliere comunale di Firenze e – dallo scorso anno – sono anche Vice-Presidente vicario a Palazzo Vecchio, oltre che membro della Commissione Ambiente e Mobilità e della Commissione Sicurezza. Nel mio percorso di consiliatura – che mi ha visto svolgere una serrata opera di opposizione, spesso contro tutti e senza sconti – ho combattuto gli sprechi della pubblica amministrazione, i provvedimenti ultra ecologisti e la colonizzazione della sinistra negli ambienti culturali. Accanto all’impegno politico, ho svolto attività di volontariato in diversi contesti di emergenza, tra cui il sisma in Abruzzo (2009), il terremoto emiliano-lombardo (2012) e l’alluvione in Liguria (2011), collaborando con la Protezione Civile. Le mie priorità politiche si concentrano sulla sicurezza urbana, la valorizzazione delle tradizioni fiorentine, la tutela dell’artigianato, il sostegno al diritto alla casa e alla giustizia sociale, con particolare attenzione alla vivibilità dei quartieri, alla riaffermazione dell’identità cittadina e al contrasto dell’immigrazione irregolare. La mia candidatura al Consiglio Regionale, in tal senso, vuole rappresentare un contributo alla rappresentanza della destra identitaria e sovranista. Le mie proposte, concrete e dirette, trovano nella Sanità il loro punto focale: da anni, infatti, studio le criticità e le potenzialità del nostro sistema, che necessita di essere riformato e migliorato».
L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni – come di fatto la sua Toscana - hanno liberalizzato la pillola abortiva RU486, rendendola dunque accessibile anche al di fuori degli ospedali. Quali strumenti ha a disposizione la Regione e quali proposte concrete sosterrà per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto? A tal proposito, pensa di replicare il buon esempio della Regione Piemonte che ha dato vita all’efficace Fondo “Vita Nascente”?
«Sì, penso di replicare il Fondo “Vita Nascente” sull’esempio del Piemonte e per quanto riguarda la Legge 194 (che per Pro Vita & Famiglia rimane iniqua ndr) la vorrei “completare” introducendo valide alternative alle donne che vorrebbero abortire».
La Toscana è stata, purtroppo, la prima – e finora l’unica – a legiferare sul suicidio medicalmente assistito. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletto, si impegna ad abrogare tale legge, bloccare simili fughe in avanti e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?
«No non penso sia un tema di competenza regionale e sì, mi impegno a tentare di abrogare tale legge, bloccare simili fughe in avanti e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell’assistenza domiciliare».
In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?
«Penso all’Irpef ridotta per minori di 35 anni, gratuità di iscrizione alla società sportive dal terzo figlio in su, gratuità di iscrizione in palestra per le persone inserite in programmi contro la sedentarietà, l'obesità e la ludopatia».
Spesso le associazioni LGBT o “trans-femministe” si fanno promotori – a volte anche con patrocini e finanziamenti pubblici – di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere per minori. E proprio su questo ultimo punto la Toscana ha vissuto l’inchiesta ministeriale che ha coinvolto l’Ospedale Careggi, che si occupa di disforia di genere. Che ne pensa? È pronto/a a difendere la libertà educativa dei genitori, a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+? E’ pronto a contrastare – come stanno già facendo alcuni Paesi del Nord Europa – il cosiddetto “approccio affermativo” per scongiurare qualsiasi possibile futura deriva sul tema della transizione di genere?
«Ho presieduto a Palazzo Vecchio una conferenza sul tema (sul tour di Luka Hein organizzato da Pro Vita & Famiglia ndr) e ho condiviso la denuncia di Maurizio Gasparri sul caso dell’Ospedale Careggi. Quindi sì, sono pronto a difendere la libertà educativa dei genitori, a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+ e sono pronto a contrastare il cosiddetto “approccio affermativo” per scongiurare qualsiasi possibile futura deriva sul tema della transizione di genere».
