22/09/2025

Elezioni Toscana 2025. Intervista al candidato Ciavarella (Lega)

Angelo Ciavarrella, classe 1974, ufficiale dell’Esercito Italiano, è candidato alle elezioni regionali in Toscana con la Lega, nella circoscrizione di Pisa. Attualmente è consigliere comunale a Pisa.

 

Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?

«Nato e cresciuto a Pisa, laureato in Scienze Politiche con un master di secondo livello in Scienze Strategiche sono sposato da venti anni e ho una figlia. La mia professione mi ha portato a viaggiare moltissimo in Italia e nel mondo facendomi entrare in contatto con realtà profondamente diverse dalla nostra. Ho deciso di entrare in politica per spirito di servizio e dare il mio contributo per migliorare la città in cui vivo. Concretezza, generosità, lealtà, giustizia e difesa dei più deboli sono i valori che guidano la mia azione sia nella vita quotidiana sia in quella politica. Dal 2023 sono consigliere comunale del comune di Pisa, presidente della commissione urbanistica e lavori pubblici e membro della commissione che si occupa delle tematiche socio-sanitarie e della sicurezza. Ho accettato di candidarmi alle elezioni regionali perché in Toscana c’è bisogno di un deciso cambio di passo che arresti il ventennale declino della Regione e soprattutto blocchi gli scatti in avanti che la giunta regionale sta compiendo su temi fondamentali come il fine vita e il gender nelle scuole».

L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni – come di fatto la sua Toscana - hanno liberalizzato la pillola abortiva RU486, rendendola dunque accessibile anche al di fuori degli ospedali. Quali strumenti ha a disposizione la Regione per fare la sua parte e quali proposte concrete sosterrà, se eletto/a, per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto?

«La donna deve essere messa nelle migliori condizioni di decidere se proseguire la gravidanza senza condizionamenti economici e sociali. Nel campo economico, per evitare che le donne debbano abortire per questioni finanziarie, la Regione può fare tanto adottando misure di sostegno alla natalità che prevedono incentivi economici per le giovani coppie e bonus bebè regionali per i primi tre anni di vita del bambino».

La Toscana è stata, purtroppo, la prima – e finora l’unica – a legiferare sul suicidio medicalmente assistito. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletto, si impegna ad abrogare tale legge, bloccare simili fughe in avanti e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?

«Sono convinto che il suicidio medicalmente assistito non possa essere trattato a livello regionale ma solo ed esclusivamente a livello nazionale. Su questo tema le regioni non possono muoversi in ordine sparso e ritengo assolutamente ingiustificata la fuga in avanti della Toscana che dovrebbe invece impegnarsi per garantire che tutti abbiano accesso alle migliori cure in tutte le fasi della malattia. I fondi attualmente dedicati dalla Regione alle cure palliative, gli hospice e la vita dei più fragili devono essere aumentati».

In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?

«La famiglia rappresenta l’elemento cardine della società, è il primo luogo in cui gli individui imparano norme, valori e comportamenti, svolgendo un ruolo cruciale nell’educazione e nello sviluppo di una persona. Attraverso l’interazione quotidiana con il padre e la madre, i fratelli e le sorelle i bambini e gli adolescenti assimilano modelli di comportamento e interiorizzano principi etici e morali. In tal modo, la famiglia agisce da tramite fondamentale tra l’individuo e la società, preparandolo per il suo ruolo e le sue responsabilità nel contesto più ampio. In Regione mi impegnerò a integrare i contributi statali già previsti per le famiglie numerose e/o con disabili o anziani a carico partendo dalle famiglie con i redditi più bassi».

Sapeva che le associazioni LGBT o “trans-femministe” a livello regionale si fanno promotori di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcune Regioni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronto/a a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+?

«Nelle scuole non si deve fare politica né tantomeno professare teorie gender che nulla hanno a che fare con la formazione e l’istruzione dei nostri bambini e adolescenti. La libertà educativa dei genitori è sacra e ancor di più sacra è la liberta dei bambini e delle bambine di avere un’istruzione scevra da condizionamenti di natura politica e sessuale. No alla propaganda Lgbtqia+ e a qualsiasi patrocinio ai gay pride».

 

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