29/09/2025

Elezioni Toscana 2025. Intervista al candidato Baccani (È ora! Tomasi Presidente)

Bruno Baccani, 68 anni, sposato con Lucia dal 1979 con la quale ha 7 figli maschi. E’ candidato alle elezioni regionali in Toscana, con la lista civica “È ora! Tomasi Presidente” nella Circoscrizione Firenze 4. Dopo il diploma magistrale ha lavorato nella ditta edile di suo padre, come manovale e poi come muratore. Pensionato dal 2023, in passato è stato già candidato alle elezioni politiche del 2000 con DE, poi due volte con UDC nel comune di Scandicci, dove è entrato in consiglio comunale nel 2009.

 

Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?

«Come dice Paolo VI, la Politica è la forma più alta di carità, dopo la preghiera. Perso Dio, perso l'Uomo. Ho preso questa decisione per testimoniare e sostenere i valori più importanti: tutela della vita, dal concepimento alla morte naturale; famiglia come cellula primaria, unione stabile tra un uomo e una donna; leggi per disabili e giovani».

L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni – come di fatto la sua Toscana - hanno liberalizzato la pillola abortiva RU486, rendendola dunque accessibile anche al di fuori degli ospedali. Quali strumenti ha a disposizione la Regione e quali proposte concrete sosterrà per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto? A tal proposito, pensa di replicare il buon esempio della Regione Piemonte che ha dato vita all’efficace Fondo “Vita Nascente”?

«C'è bisogno di aiuti concreti, sicuramente sulle orme della legge del Piemonte. Comunque una politica per agevolare le giovani coppie, con affitti equi e possibilità di mutui agevolati e rapidi per l’acquisto di una casa. Oltre a varie forme di contributi e premi dalla gravidanza alla maggiore età dei figli».

La Toscana è stata, purtroppo, la prima – e finora l’unica – a legiferare sul suicidio medicalmente assistito. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletto, si impegna ad abrogare tale legge, bloccare simili fughe in avanti e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?

«Premesso che questa legge è, secondo me, in realtà una vera e propria forma di eutanasia, mi impegno per abrogare questa legge e perché siano realmente incentivate cure palliative e di assistenza seria e mirata, assistenza anche domiciliare per varie fragilità, che adesso ricadono tutte sulla famiglia».

In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?

«I nostri figli e i nostri nipoti sono quelli che ci pagano e ci pagheranno la pensione. Spesso, con arroganza le nostre famiglie numerose sono tacciate come parassiti, inquinanti ecc. Mi batterò per agevolazioni fiscali su trasporti, servizi scolastici, sanitari ecc, e per leggi che possano dare la possibilità alla donna di fare la mamma a tempo pieno, come bene preziosissimo».

Spesso le associazioni LGBT o “trans-femministe” si fanno promotori – a volte anche con patrocini e finanziamenti pubblici – di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere per minori. E proprio su questo ultimo punto la Toscana ha vissuto l’inchiesta ministeriale che ha coinvolto l’Ospedale Careggi, che si occupa di disforia di genere. Che ne pensa? È pronto/a a difendere la libertà educativa dei genitori, a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+? E’ pronto a contrastare – come stanno già facendo alcuni Paesi del Nord Europa – il cosiddetto “approccio affermativo” per scongiurare qualsiasi possibile futura deriva sul tema della transizione di genere?

«La famiglia deve poter scegliere la scuola per i figli, incentivare anche scuole parentali. No alla propaganda LGBT. No Pride, no carriera Alias nelle scuole, no progetti estracurriculari mascherati. No finanziamenti associazioni LGBT. Chiusura del reparto di transizione di genere del Careggi. No approccio affermativo, come già avvenuto nel nord Europa».

 

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