Chiara Scalzi, classe 1985, sposata e madre di un bambino nato circa tre settimane fa, abilitata alla professione di Consulente del Lavoro. E’ candidata alle elezioni regionali in Puglia con Fratelli d’Italia, nella Circoscrizione di Lecce. E’ componente Assemblea Nazionale di Fratelli d’Italia e responsabile provinciale del Dipartimento Famiglia Valori Non Negoziabili.
Perché ha deciso di impegnarsi in politica e quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?
«Impegnarsi in politica oggi non è solo un atto di militanza, è un atto di responsabilità per chi verrà dopo di noi. I valori che mi guidano sono lealtà, concretezza, serietà, rispetto e tutela della famiglia. Questi sono i valori che animano la mia vita privata come quella politica».
L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni hanno liberalizzato o vogliono farlo la pillola abortiva RU486. Quali strumenti ha a disposizione la Regione e quali proposte concrete sosterrà per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto? A tal proposito, pensa di replicare il buon esempio della Regione Piemonte che ha dato vita all’efficace Fondo “Vita Nascente”?
«La Regione Puglia in questi anni ha sottovalutato il problema della denatalità senza intervenire per invertire questo trend negativo. Molte famiglie non riescono a conciliare la vita lavorativa con quella familiare per questo bisogna intervenire, per esempio, con l’introduzione di incentivi per le aziende che adottano politiche di flessibilità oraria per i genitori. Con il progetto Vita Nascente la Regione Piemonte sta facendo una cosa fondamentale: stare accanto alle mamme in difficoltà, offrendo un aiuto economico e sociale concreto a chi sceglie di portare avanti una gravidanza anche in situazioni complicate. In una Regione dove le culle sono sempre più vuote, investire sulla vita è un atto di responsabilità».
Alcune Regioni stanno lavorando su leggi locali sul suicidio medicalmente assistito. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletta, si impegna a bloccare simili processi nella sua regione e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?
«La vita è un bene inestimabile , valore non negoziabile e sacro e non possiamo lasciare che siano le singole Regioni a legiferare su un tema così delicato. La vera risposta al dolore non è anticipare la fine, ma garantire dignità, accompagnamento e cure. Per questo sosterrò l’aumento dei fondi per le cure palliative e l’assistenza domiciliare ad anziani e fragili».
In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?
«La famiglia è il nucleo fondamentale della nostra società, il motore che alimenta il benessere e il progresso di una regione, per questo è essenziale che la Regione Puglia prenda un impegno serio per rafforzare il sostegno alle famiglie. Guardiamo ad esempio altre regioni come il Piemonte e il Lazio dove sono state introdotte misure di incentivo fiscale per le famiglie numerose e con difficoltà economiche».
Sapeva che le associazioni LGBT o “trans-femministe” a livello regionale si fanno promotori di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcune Regioni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronta a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+?
«La scuola serve per imparare e non per indottrinare, come ha fatto in questi anni la Regione Puglia. La Regione deve preoccuparsi delle vere priorità e non farsi promotrice di sperimentazioni ideologiche, per questo mi impegnerò a difendere la libertà educativa delle famiglie e a contrastare ogni forma di propaganda ideologica. Un passo in avanti in tal senso è stato fatto da poco dal Disegno di Legge Valditara (attualmente in discussione ndr) sul consenso informato preventivo e scritto dei genitori per ogni attività che riguardi la sessualità».