Donato Carmelo Dellino, classe 1953 ,medico ginecologo, è candidato alle elezioni regionali in Puglia con Fratelli d’Italia, nella circoscrizione di Bari.
Perché ha deciso di impegnarsi in politica e quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?
«Sono alla mia prima esperienza politica. Sono stato, nel 1982, fondatore del Centro di aiuto alla vita di Bari e del consultorio per la famiglia e i principi che mi animano sono essenzialmente i principi non negoziabili e i quattro pilastri della dottrina sociale della Chiesa: persona, bene comune, sussidiarietà e solidarietà. Ho inoltre da sempre collaborato con il Movimento per la Vita e con il progetto Gemma».
L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni hanno liberalizzato o vogliono farlo la pillola abortiva RU486. Quali strumenti ha a disposizione la Regione e quali proposte concrete sosterrà per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto? A tal proposito, pensa di replicare il buon esempio della Regione Piemonte che ha dato vita all’efficace Fondo “Vita Nascente”?
«Dall’inizio del mio percorso professionale sono stato sempre impegnato nella difesa della vita nascente e delle donne che sono in difficoltà nel portare avanti la gravidanza. Ho realizzato e sostenuto esperienze concrete di accoglienza ed ospitalità e luoghi di sostegno psicologico e materiale quali il centro di aiuto alla vita e il Consultorio. Mi batterò perché venga sempre più attuata la parte propositiva della legge 194/78 (sulla tutela sociale della maternità) e perché gli obiettori di coscienza non siano discriminati».
Alcune Regioni stanno lavorando su leggi locali sul suicidio medicalmente assistito. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletto, si impegna a bloccare simili processi nella sua regione e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?
«Sono già coinvolto con alcune associazioni locali che praticano cure palliative. Mi impegnerò per far incrementare fondi e progettualità regionali a favore delle cure palliative, di hospice, assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati».
In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?
«Per agevolare le famiglie, istituzione in cui credo tantissimo, proporrò la riduzione del carico fiscale, il sostegno economico soprattutto a quelle che al proprio interno hanno componenti con disabilità e malattie perché possa essere agevolata la figura del caregiver familiare che in Puglia non è mai decollata a causa di inaudite lungaggini burocratiche»
Sapeva che le associazioni LGBT o “trans-femministe” a livello regionale si fanno promotori di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcune Regioni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronto a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+?
«Sono contro le pericolose derive dell’ideologia gender che vogliono coinvolgere anche i nostri bambini attraverso simulati corsi di educazione sessuale ai quali i nostri minori non dovranno partecipare senza il preventivo consenso informato espresso dei propri genitori. In tal senso sono stato promotore di una serie di audizioni regionali per scongiurare l’approvazione da parte del Consiglio regionale di un disegno di legge che non è stato mai approvato e che era ben peggiore del disegno di legge Zan».