04/11/2025

Elezioni Puglia 2025. Intervista al candidato De Leonardis (FdI)

Giovanni De Leonardis, classe 1965, Dottore Commercialista, è candidato alle elezioni regionali in Puglia per Fratelli d’Italia, nella circoscrizione di Foggia. Già Consigliere regionale e vicepresidente del Consiglio Regionale della Puglia.

 

Perché ha deciso di impegnarsi in politica e quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?

«Ho deciso di impegnarmi in politica sin dalla gioventù ispirato dall’esempio di mio padre, l’On. Donato De Leonardis, parlamentare della Democrazia Cristiana dal 1958 al 1979. I valori fondamentali che animano e ispirano tanto la mia vita privata quanto quella politica sono quelli della Dottrina Sociale della Chiesa e quelli che pongono al centro la persona, la famiglia, i diritti dei cittadini a cui la Politica è chiamata a dare risposte concrete».

L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni hanno liberalizzato o vogliono farlo la pillola abortiva RU486. Quali strumenti ha a disposizione la Regione e quali proposte concrete sosterrà per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto? A tal proposito, pensa di replicare il buon esempio della Regione Piemonte che ha dato vita all’efficace Fondo “Vita Nascente”?

«Un tema, quello della denatalità e dei nuovi scenari demografici, che non possono assolutamente essere trascurati da chi fa Politica. Perché ciò comporta impatti rilevanti sia sulla sanità pubblica che sulle politiche sociali, il welfare. Il declino demografico e il contemporaneo invecchiamento della popolazione ci impongono, da un lato di favorire le condizioni utili alle coppie per superare quella che, al giorno d’oggi, è sicuramente una paura di mettere al mondo un figlio legata a prospettive che pongono di fronte i temi della precarietà lavorativa, dei salari e di una rete di servizi non ancora davvero efficace di garantire copertura temporale a quelle coppie costituite da genitori entrambi lavoratori ma che non possono contare sul pieno supporto delle famiglie di origine. Approfondirò attentamente il tema del Fondo Vita Nascente e sarà mia premura proporlo in Consiglio regionale».

Alcune Regioni stanno lavorando su leggi locali sul suicidio medicalmente assistito. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletto, si impegna a bloccare simili processi nella sua regione e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?

«In Regione Puglia Fratelli d’Italia si è opposta alla legge sul fine vita poiché essa è sacra e va sempre tutelata. L’invecchiamento della popolazione è un tema strettamente connesso al tema della denatalità poiché impone una sanità pubblica sempre più all’avanguardia, dotata di strutture e strumentazioni all’altezza e di organici di personale sanitario che possano essere davvero nelle condizioni di garantire assistenza: in pratica tutto quello che nella Puglia del ventennio del centrosinistra al potere non solo non è stato garantito ma, addirittura, smantellato pezzo dopo pezzo perché la sanità viene vista come materia di gestione economica e non come baluardo di riferimento per le persone, che non sono numeri. Proseguirò, dunque, nel mio impegno costante di contrasto a questa visione aziendalista e non umana della salute dei cittadini che va garantita con azioni concrete e congruità di fondi dedicati».

In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?

«Non esisterebbe società se non esistesse, alla base, la famiglia. Il che non è solo un principio ma un dato di fatto tangibile. La famiglia va sostenuta concretamente ma non di certo attraverso la politica dei bonus, applicata a livello nazionale in passato, che ha solo danneggiato il bilancio dello Stato. L’azione del Governo Meloni, in questi anni, ci ha indicato con evidenza come il sostegno alle famiglie non passi attraverso una politica assistenzialista ma attraverso risposte sul tema del lavoro. In Puglia, purtroppo, le famiglie non sono affatto agevolate in termini fiscali: basti pensare che paghiamo la Tari più alta d’Italia per colpa del centrosinistra che gestisce la nostra Regione da vent’anni ed è stata incapace di chiudere il ciclo dei rifiuti. Solo garantendo una Sanità che funziona, una rete infrastrutturale degna di tal nome, attrattività per gli investimenti di chi vuole creare occupazione potremo iniziare a migliorare le cose e, di conseguenza, generare misure mirate che forniscano risposte a quelle famiglie che non possono di certo contare, attualmente, su un welfare efficace rispetto alle loro esigenze, specialmente quelle connesse alla presenza all’interno dei nuclei di persone anziane o disabili».

Sapeva che le associazioni LGBT o “trans-femministe” a livello regionale si fanno promotori di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcune Regioni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronto a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+?

«Assolutamente sì. La famiglia è composta da una donna e da un uomo che si uniscono in matrimonio e generano i propri figli. Il contrasto a certa propaganda fuorviante che può sostentarsi anche attraverso il contributo economico pubblico è un atto dovuto da parte di chi si impegna in Politica e lo fa animato da valori cattolici come nel mio caso. A differenza di chi, come Nichi Vendola candidato con il centrosinistra, è fruitore di un figlio nato da utero in affitto».

 

 

 

 

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