Beatrice Marinelli, classe 1982, imprenditrice, è candidata alla Presidenza della Regione Marche, supportata dalla lista civica “Evoluzione della Rivoluzione” e, contestualmente, candidata al al consiglio regionale nella circoscrizione di Ancona.
Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?
«Nasco e vivo nelle Marche, sono laureata alla Bocconi in Discipline Economiche e Sociali, sono sposata e madre di due figli. Ho scelto di iniziare un percorso politico per portare i miei principi di libertà, difesa dei diritti, rispetto per il prossimo e solidarietà all’interno delle istituzioni e nell’agire politico».
L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni hanno liberalizzato o vogliono farlo la pillola abortiva RU486. Quali strumenti ha a disposizione la Regione per fare la sua parte e quali proposte concrete sosterrà, se eletto/a, per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto?
«A mio avviso, sono fondamentali politiche per la famiglia, per la tutela del lavoro e dell’economia locale, nonché delle giovani donne in situazioni di fragilità, al fine di accompagnarle e sostenerle in una scelta che privilegi, rispetti e tuteli la vita, una scelta che oggi spesso non è realmente libera ma fortemente condizionata da situazioni economiche, di solitudine e di abbandono da parte delle istituzioni».
Alcune Regioni stanno lavorando su leggi locali sul suicidio medicalmente assistito. Proprio nelle Marche ci sono stati casi di malati e fragili che hanno chiesto questa “procedura”, nonostante non ci sia una legge Regionale. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletto, si impegna a bloccare simili processi nella sua regione e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?
«Nel programma di Evoluzione della Rivoluzione ho fortemente voluto l’inserimento di un capitolo dedicato alle cure palliative e alla medicina integrata, come metodologia da privilegiare nei trattamenti per accompagnare gli anziani nella fase conclusiva della loro esistenza ed i malati affetti da patologie non curabili nella fase terminale. Parallelamente, ritengo opportuno rafforzare i servizi di assistenza domiciliare per allievare il peso sul malato e/o anziano nonché sulla sua famiglia, onde prevenire stati di esasperazione. Qualora venissi eletta sarà massimo il mio impegno a tutela della vita e del diritto alla dignità della persona anche se malata, anziana o a fine vita».
In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?
«La famiglia è la cellula fondamentale della società perché è incubatore di principi e di valori, di sani ed equilibrati stili di vita e di un corretto modo di relazionarsi con il prossimo. Evoluzione della Rivoluzione potenzierà i servizi educativi per l’infanzia ed a supporto della famiglia e delle madri; prevedremo una defiscalizzazione, in ambito regionale, per le famiglie con più figli, specie se numerose; istituiremo un fondo per finanziare le spese per i libri di testo nella scuola dell’obbligo, affinché il diritto all’istruzione si realmente garantito ed accessibile a tutti».
Sapeva che le associazioni LGBT o “trans-femministe” a livello regionale si fanno promotori di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcune Regioni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronto/a a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+?
«Sì, sono al corrente, perché fra le associazioni ed i comitati fondatori di Evoluzione della Rivoluzione ve ne è una realtà, in particolare, che specificamente si occupa di supervisionare libri di testo, programmi ministeriali, progetti scolastici proprio al fine di evitare l’insinuarsi di questo tipo di propaganda e tutelare il diritto dei minori ad una educazione, istruzione e formazioni scevre da qualsivoglia condizionamento ideologico. Ritengo che i finanziamenti della politica debbano essere riversati su progetti educativi volti a rafforzare i valori della famiglia, della comunità, della solidarietà, al di là delle mode di pensiero imperanti e delle pressioni che le istituzioni ricevono da gruppi di potere che vogliono il globalismo e l’annientamento dell’essere umano, della famiglia e della società. Quindi sono pronta a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+».
