16/09/2025

Elezioni Marche 2025. Intervista alla candidata Magnani (FdI)

Milva Magnani, classe 1961, dipendente pubblico, è candidata a Consigliere alle elezioni Regionali delle Marche – che si tengono il 28 e 29 settembre 2025 – per Fratelli d’Italia, nella Circoscrizione di Ancona. Con una lunga carriera in politica, fin dal 1995 quando è eletta consigliere in Provincia di Ancona, nominata Vice Presidente del Consiglio e Vice Capogruppo, tra gli incarichi più recenti da segnalare la nomina, nel 2021, come Consigliera di parità supplente della Regione Marche e, dal 2022, responsabile segreteria politica dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio della Regione Marche.

 

Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?

«Sono dipendente pubblico responsabile segreteria ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale, sono mamma e nonna, laureata in psicologia clinica. Da giovane mi sono avvicinata alla politica che oramai faccio da più di 30 anni e attualmente sono presidente di circolo di Fratelli d’Italia di Jesi. I valori che mi ispirano sono: aiutare chi ha bisogno, i più indifesi, considero la vita un dono intoccabile, ho una sensibilità che in un mondo così duro e spesso atroce mi ha portato a sofferenze, ma mi ha anche aiutato a rafforzarmi. Questa mia caratteristica non cambia sia nella mia vita, sia in politica, sono me stessa sempre».

L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni hanno liberalizzato o vogliono farlo la pillola abortiva RU486. Quali strumenti ha a disposizione la Regione per fare la sua parte e quali proposte concrete sosterrà, se eletto/a, per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto?

«Lavorando in Regione ho assistito a vari consigli, spesso l’opposizione lamentava la difficoltà nel reperire la pillola abortiva RU486, quindi penso che la scorsa amministrazione operava già nella giusta via, sicuramente io sarò senza alcun dubbio dalla parte della vita, non sarò mai complice di omicidi di innocenti»·

Alcune Regioni stanno lavorando su leggi locali sul suicidio medicalmente assistito. Proprio nelle Marche ci sono stati casi di malati e fragili che hanno chiesto questa “procedura”, nonostante non ci sia una legge Rgionale. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletto, si impegna a bloccare simili processi nella sua regione e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?

«Penso che debba essere di competenza nazionale, sempre che ci sia un Governo che la pensi nel modo giusto. Ribadendo che considero la vita un dono, di conseguenza non potrò mai essere favorevole ai suicidi medicalmente assistiti».

In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?

«La regione Marche ha già fatto una legge per la famiglia, approfondirò l’argomento e farò in modo di trovare ulteriori aiuti in questo senso. Resta il fatto che la famiglia è la cellula della società, oggi sotto evidente attacco».

Sapeva che le associazioni LGBT o “trans-femministe” a livello regionale si fanno promotori di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcune Regioni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronto/a a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+?

«Avendo una laurea in psicologia conosco bene la dinamica psicologica di crescita del bambino e i danni conseguenti dovuti a queste idiozie, danni che si ripercuoteranno nella loro crescita cognitiva. Proporre fluidità all’identità spegne ai bambini il sogno, il vedersi in futuro, blocca la loro crescita cognitiva rendendoli insicuri, tutto questo vuol dire uccidere intere generazioni».

 

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