16/09/2025

Elezioni Marche 2025. Intervista alla candidata Giulioni (FI)

Lauretta Giulioni, classe 1962, avvocato penalista patrocinante in Cassazione, è candidata alla elezioni regionali delle Marche, che si terranno il 28 e 29 settembre 2025, tra le fila di Forza Italia, nella Circoscrizione della provincia di Ancona. Dal 2014 al 2024 è stata sindaco di Filottrano (AN), dal 2021 al 2024 Consigliere Provinciale ad Ancona, dal 2024 a oggi Consigliere Comunale.

 

Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?

«Undici anni fa alcuni cittadini mi proposero di candidarmi Sindaco e accettai, da lì è partita la mia esperienza politica con la candidatura anche a livello provinciale e, quest’anno, con la candidatura in Regione, che ho accettato perché credo che quella del politico debba essere un impegno al servizio della comunità, come ho sempre avvertito durante tutte le mie esperienze politiche passate».

L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni hanno liberalizzato o vogliono farlo la pillola abortiva RU486. Quali strumenti ha a disposizione la Regione per fare la sua parte e quali proposte concrete sosterrà, se eletta, per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto?

«Io sono una persona rispettosa delle istituzioni a prescindere, quindi rispetto il fatto che esista una legge sulla regolamentazione dell’aborto, ma ritengo questo, di fatto, una soppressione di vita umana (moralmente un omicidio). Penso che, oltre che attuare a pieno la 194 – dunque i suoi primi articoli che riconoscono il valore sociale della maternità - sia meritevole ogni impegno delle istituzioni per aiutare la donna a superare ogni difficolta che incontra nel portare a termine la gravidanza».

Alcune Regioni stanno lavorando su leggi locali sul suicidio medicalmente assistito. Proprio nelle Marche ci sono stati casi di malati e fragili che hanno chiesto questa “procedura”, nonostante non ci sia una legge Regionale. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletta, si impegna a bloccare simili processi nella sua regione e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?

«Ho un’esperienza personale: sono stata accanto a mia madre, malata di Alzheimer, anche dormendo accanto a lei, per 10 anni, ben felice di averlo fatto, fino a che lei non se n’è andata all’età di 92 anni. Considero il suicidio medicalmente assistito un’involuzione della società, una pratica figlia di una cultura che protegge all’inverosimile la vita di un cane o di un albero, ma trova possibile sopprimere quella di un feto o di un vecchio o di un malato. Non credo che sia cosa di competenza locale. Da Sindaco di Filottrano ho già potenziato i servizi di assistenza».

In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?

«Lo è nel senso più ovvio del termine. La famiglia è l’ambiente più idoneo per garantire la continuità della specie umana in un contesto di società sviluppata e tesa a creare, per le generazioni future, condizioni di vita sempre migliori. Non ho ancora pensato a una legge ben precisamente formulata, ma ho ben chiaro i principii cui ispirarmi se dovessi metterci le mani».

Sapeva che le associazioni LGBT o “trans-femministe” a livello regionale si fanno promotori di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcune Regioni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronto/a a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+?

«Trovo inappropriato che denaro pubblico sia devoluto per cose che riguardano la sfera personale, priva di valenza sociale. Una cosa è come gli individui intendano stare insieme, appunto nella loro vita privata, da adulti, ed è una loro libertà. Altra è far passare quelle aggregazioni per ciò che esse non sono. In particolare, diritti e doveri, oneri e privilegi, che sono proprie di ciò che chiamiamo famiglia (coppia di sesso diverso che o procrea o adotta figli) non possono essere di competenza di aggregazioni che famiglia non sono. Proprio a proposito di famiglia, ovvero di coppie etero, di sesso diverso, non c’è bisogno di una pratica come l’utero in affitto perché si può adottare. Anche qui ho un’esperienza personale: mio fratello, medico, nel 2003 adottò, da Odessa, quattro fratellini in età infantile (dai 2 ai 7 anni), che ora sono adulti, tra l’altro uno di loro felicemente padre e un’altra sta per diventare madre».

 

 

 

 

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