22/09/2025

Elezioni Marche 2025. Intervista alla candidata Ceroni (FdI)

Elisabetta Ceroni, classe 1984, laureata in Giurisprudenza è avvocato e insegnante di scuola secondario di II grado. E’ candidata per Fratelli d’Italia alle elezioni regionali delle Marche che si terranno il 28 e 29 settembre 2025, nella Circoscrizione di Fermo. E’ dal 2021 Sindaco del Comune di Rapagnano.

 

Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?

«Questa candidatura rappresenta la mia prima esperienza politica oltre l’amministrazione comunale e nasce dalla volontà di mettermi al servizio del mio territorio. Ho accolto questa sfida perché sento il dovere civico di difendere e promuovere quei valori che hanno radici profonde nella nostra tradizione: famiglia, responsabilità, giustizia e rispetto delle istituzioni, trasmettendo alle nuove generazioni ideali e opportunità».

L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni hanno liberalizzato o vogliono farlo la pillola abortiva RU486. Quali strumenti ha a disposizione la Regione per fare la sua parte e quali proposte concrete sosterrà, se eletto/a, per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto?

«Credo che la Regione debba avere un ruolo centrale nel sostenere la vita nascente e la genitorialità con misure economiche e servizi concreti. Penso a politiche strutturali che offrano alternative concrete all’aborto: potenziamento dei consultori familiari, sostegno psicologico e medico per madri in difficoltà, aiuti economici a famiglie fragili, percorsi di prevenzione e di educazione alla maternità e paternità responsabili. Fondamentale è anche incentivare la natalità con asili nido accessibili, contributi per le spese di cura, sostegno ad adozione e affido, creando un contesto stabile e sereno per far crescere i propri figli».

Alcune Regioni stanno lavorando su leggi locali sul suicidio medicalmente assistito. Proprio nelle Marche ci sono stati casi di malati e fragili che hanno chiesto questa “procedura”, nonostante non ci sia una legge Regionale. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletto, si impegna a bloccare simili processi nella sua regione e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?

«Ritengo che il tema del suicidio medicalmente assistito non possa essere regolato frammentariamente dalle Regioni, perché riguarda principi fondamentali che richiedono una disciplina nazionale chiara e condivisa. La vita è un bene sacro da tutelare soprattutto nei momenti di fragilità. Mi impegnerò a contrastare qualsiasi tentativo di introdurre a livello regionale scorciatoie legislative su questo tema e a rafforzare fondi e servizi per cure palliative, Hospice e assistenza domiciliare, garantendo dignità, vicinanza e sostegno a malati, anziani e fragili».

In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?

«La famiglia è la prima comunità in cui ciascuno di noi impara valori, responsabilità e solidarietà: è la cellula fondamentale della società e il punto di riferimento nei momenti di difficoltà. Cresciuta in una famiglia numerosa, ne ho sperimentato l’importanza sin da piccola. Come Sindaco di Rapagnano ho tradotto questi valori in scelte concrete, sostenendo le famiglie con tariffe agevolate per trasporto scolastico, mensa e centri estivi, per i secondi e terzi figli. In Consiglio Regionale porterò questa visione, proponendo misure sociali e fiscali strutturali a sostegno della natalità, delle famiglie numerose e di chi ha a carico disabili o anziani, affinché nessuno sia lasciato solo di fronte alle responsabilità quotidiane».

Sapeva che le associazioni LGBT o “trans-femministe” a livello regionale si fanno promotori di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcune Regioni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronto/a a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+?

«Da Sindaco, e ancor prima da insegnante, ritengo fondamentale che le scuole restino spazi neutri, dedicati all’apprendimento e alla crescita dei ragazzi, liberi da ogni tipo di ideologia o pressione esterna. È diritto dei genitori poter educare i propri figli secondo i propri valori, senza che scuole o istituzioni promuovano contenuti che possano confondere o influenzare le scelte dei minori. Mi impegno a difendere la libertà educativa delle famiglie, garantendo trasparenza e responsabilità nella progettazione dei percorsi scolastici».

 

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