26/09/2025

Elezioni Marche 2025. Intervista alla candidata Campagnolo (Lega)

Elena Campagnolo, classe 1983, laureata in giurisprudenza e avvocato del foro di Ancona. E’ assessore del Comune di Senigallia e segretario provinciale della Lega di Ancona. Impegnata da anni nell’amministrazione locale e nelle battaglie per la difesa della famiglia, della vita e dei territori. Candidata alle Regionali 2025 nelle Marche con la Lega per la circoscrizione di Ancona.

 

Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?

«Ho scelto di impegnarmi in politica per amore della mia comunità, con l’obiettivo di difendere la famiglia, la vita e le nostre radici. Credo nei valori della solidarietà, della libertà e del rispetto delle tradizioni, principi che guidano sia la mia vita privata sia l’impegno pubblico».

L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni hanno liberalizzato o vogliono farlo la pillola abortiva RU486. Quali strumenti ha a disposizione la Regione per fare la sua parte e quali proposte concrete sosterrà, se eletto/a, per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto?

«La Regione deve contrastare il calo demografico sostenendo concretamente maternità e genitorialità: asili nido accessibili, contributi economici per le famiglie numerose, incentivi abitativi e lavorativi per chi decide di avere figli. Intendo promuovere progetti  di  accompagnamento  alla  gravidanza,  offrendo sempre alternative concrete all’aborto e un sostegno reale alle mamme».

Alcune Regioni stanno lavorando su leggi locali sul suicidio medicalmente assistito. Proprio nelle Marche ci sono stati casi di malati e fragili che hanno chiesto questa “procedura”, nonostante non ci sia una legge Regionale. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletto, si impegna a bloccare simili processi nella sua regione e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?

«Il suicidio assistito non è materia regionale. La priorità deve essere garantire dignità e cure a chi soffre. Mi impegnerò a bloccare ogni tentativo di introdurre scorciatoie pericolose e a potenziare le cure palliative, gli hospice e l’assistenza domiciliare per malati, anziani e fragili, così che nessuno si senta mai solo o abbandonato».

In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?

«La famiglia è la cellula vitale della società: dove c’è una famiglia forte, c’è comunità solida. Proporrò una “carta famiglia” regionale con sgravi fiscali e tariffe agevolate per chi ha figli, con particolare attenzione ai nuclei numerosi e a chi ha disabili o anziani a carico. È così che si sostiene davvero chi porta avanti la società»

Sapeva che le associazioni LGBT o “trans-femministe” a livello regionale si fanno promotori di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcune Regioni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronto/a a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+?

«La libertà educativa spetta ai genitori, non alla propaganda ideologica. Sono contraria a iniziative che confondono i giovani, come carriera alias o percorsi di transizione per minori, e difenderò sempre il diritto delle famiglie a scegliere l’educazione dei propri figli. La Regione deve sostenere la scuola e la famiglia, non ideologie divisive».

 

 

 

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