Marco Rotoni, classe 1973, svolge la professione di avvocato ed è candidato alle elezioni regionali nelle Marche – che si terranno il 28 e 29 settembre - con Forza Italia, nella Circoscrizione di Fermo. Ha ricoperto dal 2004 al 2014 il ruolo di Vice Sindaco nel Comune di Servigliano e a seguire dal 2014 al 2025 il ruolo di Sindaco della stessa cittadina. Dal gennaio 2023 all’agosto 2025 ha ricoperto il ruolo di Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’A.M.A.P., Agenzia Regionale per l’innovazione in materia di agroalimentare e di ittica e nel 2020 ha partecipato alle elezioni regionali nel gruppo civico “Civitas Civici” a sostegno del Governatore Acquaroli sempre nella circoscrizione di Fermo risultano il più votato con 1125 preferenze
Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?
«Sono coniugato con Irene dal 2009 e padre di Elettra, anni 14 e di Ludovico anni 12; svolgo l’attività di Avvocato, avendo maturato la sensibilità ai valori della giustizia sociale ed alla coesione di comunità, osservando l’esempio paterno e tenendo ben presente il modello educativo ricevuto in famiglia e nel percorso scolastico, svolto frequentando le scuole primarie presso un istituto privato gestito dalle Suore di “Maria Consolatrice” e poi nel successivo periodo di formazione liceale classica. Lo spirito di servizio al prossimo ea alla propria comunità è stato sempre un forte elemento di identità che mi ha spinto ad intraprendere con entusiasmo l’attività amministrativa e politica».
L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni hanno liberalizzato o vogliono farlo la pillola abortiva RU486. Quali strumenti ha a disposizione la Regione per fare la sua parte e quali proposte concrete sosterrà, se eletto/a, per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto?
«Sarà un tema cardine e dirimente della prossima legislatura regionale. Attuare politiche di sostegno all’integrità della famiglia ed al benessere dei suoi componenti intesi come nucleo portante di una comunità sociale che in questo preciso periodo storico vive momenti di fragilità e di disorientamento. Bisogna attuare leve e misure economiche che sviluppino una politica di servizi scolastici e sanitari di presa in carico dei neo-nati e di accompagnamento al relativo sviluppo sociale ed educativo nei percorsi complementari alla famiglia con impatto sostenibile per i redditi».
Alcune Regioni stanno lavorando su leggi locali sul suicidio medicalmente assistito. Proprio nelle Marche ci sono stati casi di malati e fragili che hanno chiesto questa “procedura”, nonostante non ci sia una legge Regionale. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletto, si impegna a bloccare simili processi nella sua regione e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?
«Sul tema del fine vita penso sia dirimente il fatto che a pronunciarsi debba essere il Legislatore nazionale e non si debba essere ostaggio di una discordante normativa tra Regioni Il bene primario ed essenziale della vita appartiene ad un codice etico universale che deve essere fatto proprio dal prossimo Governo della Regione Marche. Per altro e connesso principio l’azione politica regionale deve improntarsi ad un’azione sinergica e significativa all’implementazione di risorse economiche ed umane a sostegno dei servizi nei confronti delle fragilità dell’individuo e delle sofferenze. Sotto tale profilo occorre sottolineare la centralità dei servizi domiciliari alla persona e di quelli sanitari a chi versa in condizioni di salute irreversibili, nonché a tutti quei gesti di attenzione sociale nei confronti delle famiglie toccate da tali accadimenti».
In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?
«La famiglia è il presidio elettivo di affetti e di relazioni educative che rappresentano l’architettura della nostra comunità. E’ la dimensione in cui l’individuo si realizza e da cui sviluppa attenzione verso l’altro per dare concretezza al progetto di solidarietà e coesione di una comunità. Per tali ragioni ogni politica di buon governo deve essere intesa a conservare e sviluppare modelli e buone pratiche tali da garantire servizi ai giovani per una crescita equilibrata e alle persone in età adulta da far sentire vicinanza e sostegno alle situazioni di fragilità (anziani e persone diversamente abili). In tal senso andranno implementate risorse per l’attivazione di centri giovanili e per i servizi scolastici (servizi di trasporto scolastico e di refezione gratuiti per i ceti medi) nonché aumentati fondi per centri socio riabilitativi residenziali (dopo di noi) e diurni. Per garantire longevità d autonomia alle persone anziane dovranno essere finanziate misure rivolte alla socialità (laboratori di esperienze) ed alla cultura (percorsi di formazione)».
Sapeva che le associazioni LGBT o “trans-femministe” a livello regionale si fanno promotori di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcune Regioni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronto/a a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+
«Il mio impegno a presidio della libertà educativa dei genitori sarà deciso e determinato mantenendo ferme le posizioni di contrasto ad ogni tipo propaganda contraria ed in particolare Lgbtqia+».
