Massimo Petracci, 56 anni, avvocato, sposato da 16 anni con due figli: Anita di 15 anni e Giorgio di 12. E’ candidato con la lista civica Evoluzione della Rivoluzione alle elezioni regionali della Regione Marche nella circoscrizione della Provincia di Fermo. E’ stato consigliere comunale del Comune di Francavilla d’Ete dal 2004 al 2012 in una lista civica locale. Dal 2012 fino al 2020 ha ricoperto la carica di Presidente della Fondazione Opere Pie Didari di Francavilla d’Ete. Dal 2014 collabora e presta assistenza legale a favore dell’Associazione no profit Genitori per la Vita di Macerata che si dedica alla disabilità minorile e presta assistenza alle famiglie.
Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?
«Ho deciso di sottoscrivere il Manifesto “Pro Vita & Famiglia” perché credo fermamente che i valori di vita, famiglia e dignità umana siano il fondamento di una società più giusta e solidale. È più che mai necessario ed urgente cambiare paradigma riguardo al supporto alle famiglie, la promozione della natalità e la tutela dei più deboli passando dalle parole ai fatti. Per l’aumento della natalità occorre che le giovani coppie siano poste nella condizioni di poter affrontare la maternità con serenità e sapendo che anche dopo la nascita ci saranno le istituzioni ad aiutarle a crescere i nascituri senza rinunce economiche o sociali. Pertanto laddove venissi eletto mi batterò per incrementare il numero degli asili nido pubblici, a prezzi calmierati e/o gratuiti per i meno abbienti e per creare un fondo di solidarietà per le giovani coppie con Isee inferiore a 40.000 euro. Riguardo alle fragilità ed alle disabilità vorrei dirottare parte dei fondi già oggi stanziati, che finiscono in mani di soggetti economici privati, direttamente ai caregiver che si occupano in maniera diretta del benessere della persona fragile. Infine è più che mai necessario incrementare l’ADI attraverso la messa a disposizione di infermieri e Oss con cadenza quotidiana per far sì che per il rispetto della dignità della persona si ricorra sempre meno alle strutture sanitarie, alle case di riposo o alle residenze protette senza sdradicare la persona fragile dall’ambiente in cui è vissuto».
L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni hanno liberalizzato o vogliono farlo la pillola abortiva RU486. Quali strumenti ha a disposizione la Regione per fare la sua parte e quali proposte concrete sosterrà, se eletto/a, per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto?
«Al fine di disincentivare l’uso della pratica dell’aborto e della pillola abortiva mi farei promotore per l’istituzione di consultori obbligatori sui territori nei quali deve essere presente almeno un rappresentate facente parte di associazioni riconosciute a tutela della vita che aiutino le madri a fare scelte consapevoli e non superficiali come spesso avviene».
Alcune Regioni stanno lavorando su leggi locali sul suicidio medicalmente assistito. Proprio nelle Marche ci sono stati casi di malati e fragili che hanno chiesto questa “procedura”, nonostante non ci sia una legge Regionale. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletto, si impegna a bloccare simili processi nella sua regione e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?
«Riguardo al fine vita, nel sottolineare che è materia che deve rimanere di competenza esclusiva del Parlamento, essendo proprio la vita un bene primario assoluto rifiuto ogni forma di deriva nichilista e pertanto contrasterò in caso di elezione qualsiasi proposta di legge regionale sulla materia. Allo stesso tempo mi farò parte attiva affinché siano aumentate le spese sanitarie per le cure palliative».
In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?
«La famiglia da sempre è la base su cui si costruisce il futuro e l’impegno di ogni amministratore della res publica deve essere diretto a garantire che le famiglie, in particolare quelle numerose, ricevano il sostegno economico necessario per affrontare il quotidiano. Per tale motivo mi impegnerò affinché sia incrementato il trasporto pubblico urbano ed extraurbano a prezzi “politici” per i minori e gli studenti per sgravare le famiglie, soprattutto dei piccoli borghi rurali, dal peso logistico delle attività extrascolastiche dei propri figli promuovendo anche la micromobilità per evitare spreco di risorse pubbliche dove gli autobus più grandi non sono necessari. È solo attraverso la valorizzazione della famiglia, attraverso politiche che sostengono ogni suo componente, anche dal punto di vista economico laddove necessario, che possiamo costruire una società più giusta, più equa, e più umana».
Sapeva che le associazioni LGBT o “trans-femministe” a livello regionale si fanno promotori di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcune Regioni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronto/a a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+?
«Sono contrario a qualsiasi forma di mercificazione della persona e rigetto l’idea che l’utero in affitto possa essere riconosciuto da uno Stato civile. Inoltre sono contrario e per questo mi batterò affinché ideologie deviate e devianti non facciano ingresso nelle scuole né tantomeno che vengano finanziate con soldi della collettività».
