Dante Santoro, classe 1989, avvocato, è candidato al Consiglio Regionale della Campania per la Lega nella Circoscrizione provinciale di Salerno. Consigliere comunale a Salerno dal 2016 è stato il candidato del centrodestra più votato del comune di Salerno alle elezioni regionali del 2020.
Perché ha deciso di impegnarsi in politica (prima esperienza o ricandidatura?) e quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?
«Ho 36 anni, sono in procinto di sposarmi, da sempre sono impegnato in politica per trasformare la passione per la mia comunità in azione concreta. I miei valori fondamentali sono l’onestà, la coerenza e la solidarietà: principi che mi guidano ogni giorno, sia nella vita privata che in quella pubblica. Per me la politica è servizio, impegno e responsabilità verso le persone e il mio territorio»
L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni hanno liberalizzato o vogliono farlo la pillola abortiva RU486. Quali strumenti ha a disposizione la Regione e quali proposte concrete sosterrà per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto? A tal proposito, pensa di replicare il buon esempio della Regione Piemonte che ha dato vita all’efficace Fondo “Vita Nascente”?
«Uno degli obiettivi principali della politica per i prossimi anni deve essere il sostegno alla natalità. Fortunatamente in Campania la situazione non è così drammatica come nel resto del Paese, tuttavia è mia intenzione impegnarmi in questo ambito fornendo alle donne e alle giovani coppie maggiore sostegno sotto ogni forma. In più, ad ogni donna devono essere garantite alternative all’aborto. Sono disponibile a studiare e replicare iniziative di sostegno alla vita messe in atto dalle altre regioni italiane».
Alcune Regioni stanno lavorando su leggi locali sul suicidio medicalmente assistito. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletto, si impegna a bloccare simili processi nella sua regione e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?
«Credo che il tema del fine vita non debba essere affrontato - spesso su basi ideologiche - a livello regionale. Se eletto, mi impegno a favorire in Campania le buone pratiche per le cure palliative e l’assistenza negli Hospice. Dedicherò un impegno particolare per l’implementazione di politiche sanitarie orientate all’assistenza domiciliare dei cittadini più deboli».
In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?
«La nostra civiltà si basa sulla famiglia. Ogni altra alternativa è senz’altro distopica. Una misura fiscale da presentare subito per dare un po’ di respiro alle famiglie è la riduzione dell’aliquota Irpef regionale iniziando dalle fasce di reddito più basse e con detrazioni per le famiglie numerose o con figli portatori di handicap».
Sapeva che le associazioni LGBT o “trans-femministe” a livello regionale si fanno promotori di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcune Regioni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronto a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+?
«La libertà, e quella educativa in particolare, è sempre stata uno dei miei valori. Non consentiremo che bambini e ragazzi possano essere indottrinati da operatori di associazioni LGBT. L’educazione su questi temi deve avvenire nell’ambito della famiglia».